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Venezia 76. Marriage Story – Storia di un matrimonio

La fine di un matrimonio. Uno fra gli argomenti più affrontati sul grande schermo.

Quindi declinarlo in modo originale, senza ricorrere ai soliti cliché, sarebbe difficile, se non impossibile, no?

Non per Noah Baumbach, regista e sceneggiatore di Marriage Story – Storia di un matrimonio, opera in Concorso alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia e da dicembre su Netflix.

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I morti non muoiono, la recensione

Lo zombi è uno dei “mostri” postmoderni più affascinanti e complessi perché è riuscito con efficacia a raccontare la società, a farsi metafora del malessere, dell’omologazione, del capitalismo imperante che porta al consumismo, della futilità della vita e dei beni attorno a cui tutto ruota. Inoltre, lo zombi è riuscito a svecchiarsi, rinnovarsi, contaminarsi, celebrarsi rimanendo costantemente sulla cresta dell’onda del panorama horror internazionale e facendosi protagonista di successo al cinema, sui fumetti, nei videogiochi e in televisione.

Anche i sassi sanno che il papà putativo dello zombi come lo conosciamo oggi è George A. Romero, giustamente celebrato in ogni dove e dal quale siamo tristemente orfani, che ha saputo donare (a suo dire inconsapevolmente… all’inizio) nuovi significati e una mitologia originale all’immagine del morto vivente slegandolo dalla tradizione religiosa. Da allora – e parliamo del 1968, anno d’uscita del capolavoro La notte dei morti viventi – il nuovo archetipo dello zombi è stato utilizzato da altri, citato, smembrato, ricomposto e riciclato, rimanendo sempre vivo nell’immaginario popolare, grazie anche a prodotti di successo come il serial fumettistico-televisivo The Walking Dead.

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Blackkklansman: in blu-ray il film di Spike Lee candidato a 6 premi oscar

Il prossimo 24 febbraio al Dolby Theatre di Los Angeles avrà luogo, come ogni anno, la 91ª cerimonia degli Oscar. A contendersi più statuette c’è l’ultimo film di Spike Lee, ovvero BlacKkKlansman, che, dopo aver vinto il Grand Prix Speciale della Giuria all’ultimo Festival di Cannes, con le sue 6 nomination (tra cui miglior film e miglior regia) è pronto a dare filo da torcere ad ambiziose opere come Roma di Cuarón o La favorita di Lanthimos. BlacKkKlansman è da poco disponibile sul mercato dell’home video grazie ai canali distributivi di Universal Pictures Home Entertainment.

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BlacKkKlansman, la recensione

Gli Stati Uniti d’America sono una Nazione fondata sull’odio. Ce lo insegna la cronaca di oggi e di ieri e ce lo ribadiscono la letteratura e il cinema.

Spike Lee ha incentrato la sua intera carriera cinematografica sulla documentazione di quell’odio insito nella natura stessa dell’uomo, esaminando in particolare l’odio a sfondo razziale e offrendo allo spettatore uno spaccato della cultura afroamericana, spesso e volentieri in epidermico contrasto con quella dei bianchi. In molte occasioni non c’è neanche un dialogo tra le razze e quando c’è sfocia nello scontro, nell’odio appunto.

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Terry Gilliam racconta il suo Don Chisciotte

In occasione dell’uscita nei cinema italiani di L’uomo che uccise Don Chisciotte, ultima sudatissima opera di Terry Gilliam, in sala dal 27 settembre con M2 Pictures, il regista e showman inglese ha incontrato la stampa a Roma, nella lussuosa cornice dell’Hotel Bernini a Piazza Barberini, e ha raccontato molti interessanti aneddoti sul suo “figlio” più problematico e sulla sua visione dell’arte. Eccone un sunto.

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La truffa dei Logan, la recensione

Jimmy Logan è appena stato licenziato dal cantiere in cui lavorava a causa di un leggero handicap alla gamba non dichiarato mesi e mesi prima quando è stato assunto, ora l’uomo, ex quarterback della squadra della scuola, separato dalla moglie e con figlioletta a carico, se la passa decisamente male, alimentando la cosiddetta diceria che sulla famiglia Logan grava un’annosa maledizione. Visto che in città stanno per organizzare una importante gara automobilistica NASCAR, Jimmy vuole tentare il colpaccio e utilizzare l’accesso a un cantiere adiacente, a cui stava lavorando fino al giorno prima, per rubare l’incasso delle scommesse sulla gara prima che questo venga assegnato. Per far ciò coinvolge suo fratello Clyde, che gestisce un pub e ha perso un braccio in Iraq, e sua sorella MIllie, che lavora come parrucchiera in paese. Ma manca ancora un membro nella squadra, qualcuno che sappia come evadere i sistemi di sicurezza che portano al caveau dove sono custoditi i soldi, e la scelta ricade sullo scassinatore professionista Joe Bang, ma c’è un dettaglio: Joe è detenuto nel carcere di massima sicurezza della contea!

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Silence, la recensione

Esistono due Martin Scorsese: da una parte c’è il guru del gangster movie, regista di capolavori come Quei bravi ragazzi e Casinò, dall’altra l’esteta della Fede, capace di segnare l’immaginario cinematografico con opere potenti come L’ultima tentazione di Cristo e Kundun. Il suo ultimo film, Silence, si inserisce in questa seconda categoria e sembra quasi un ideale trait-d’union tra le due precedenti pellicole, dal momento che affronta il tema della Fede trattando due religioni: il cristianesimo e il buddismo. Si tratta, però, di un’opera fortemente ambigua che costruisce una sorta di sfida, cristianesimo vs buddismo, che sconfina nell’ostinazione umana, nell’infinita stupidità di chi fa dell’ottusa prepotenza il proprio credo.

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Paterson, la recensione

«Abbiamo molti fiammiferi in casa nostra / Li teniamo a portata di mano, sempre / Attualmente la nostra marca preferita / è Ohio Blue Tip». Chissà se la nostra immensa letteratura ha già scritto qualche verso in onore di un fiammifero; la poesia che si nasconde dietro le piccole cose, è la protagonista di Paterson, ultimo film diretto dal regista americano Jim Jarmusch. Dietro quelle azioni concatenate che chiamiamo con approssimazione routine in molti vedrebbero solo noia e oppressione, invece il regista scova l’arte, fa scaturire da esse la poesia.

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Star Wars: Il risveglio della Forza, la recensione

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana un ometto originario di Modesto, in California, scriveva la storia del cinema di fantascienza. Anzi non solo di fantascienza, ma anche avventuroso, d’azione e di tanti altri generi che confluivano l’uno nell’altro. Quell’ometto, che Forbes ha messo al numero 1 delle figure del panorama cinematografico più ricche al mondo, creò un brand che è diventato negli anni di tendenza e di culto: Star Wars.

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Giovani si diventa, la recensione

New York. Josh (Ben Stiller) e Cornelia (Naomi Watts) sono una coppia sulla quarantina che vive la propria pacata routine senza entusiasmo. Lui è un regista di documentari senza infamia e senza lode; lei – figlia di un documentarista, al contrario, celeberrimo e di successo – è produttrice. L’incontro coi giovani sposi Jamie (Adam Driver) e Darby (Amanda Seyfried) darà un inaspettato scossone al loro modo di vivere e di essere, restituendo loro il piacere della scoperta e la fame di esperienze…

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