Mr. Morfina, la recensione
L’insensibilità congenita al dolore con anidrosi, meglio nota come CIPA, è una patologia rarissima del sistema nervoso, chi ne è affetto risulta privo di nervi sensoriali e, per questo motivo, non è sensibile al caldo, al freddo e, di conseguenza, non avverte alcun dolore. Questa mancanza di sensibilità è molto pericolosa perché chi la possiede non riesce a rendersi conto se c’è qualcosa che non va nel proprio corpo, portando spesso anche alla morte prematura. La CIPA è molto rara, si contano, infatti, meno di 400 casi al mondo, e proprio uno di questi è al centro del folle action-movie diretto da Dan Berk e Robert Olsen, Mr. Morfina.
E fa davvero strano vedere portata sul grande schermo una patologia così drammatica in un film scanzonato che fa del grottesco, dell’azione estrema e dello splatter i suoi vessilli, ma se non ci si offende per questa “insensibilità” e si sa stare al gioco, Mr. Morfina è un vero spasso, uno degli action più incredibili e originali degli ultimi anni.
Nathan Caine, nato con insensibilità congenita al dolore, lavora come vicedirettore in una banca di San Diego. La sua patologia lo costringe ad osservare tutta una serie di accortezze che rendono la sua vita piuttosto complessa e questo ha causato anche una certa esclusione da una socialità che potremmo definire “normale”. Bullizzato fin da bambino e chiamato con il soprannome di Mr. Morfina, Nathan non ha mai avuto neanche una vera vita sentimentale e quando nota un certo interesse da parte dell’impiegata in prova Sherry, inizia con lei una relazione che lo trasforma in un uomo molto più sicuro. Ma una mattina, in prossimità del Natale, tre uomini vestiti da Babbo Natale e armati fino ai denti, irrompono nella banca, uccidono il direttore e, dopo aver messo a segno la rapina, prendono come ostaggio per la fuga proprio Sherry. Nathan non rimarrà a guardare e si mette subito alle calcagna dei rapitori, intenzionato a salvare la sua ragazza. La sua insensibilità al dolore diventerà una potente arma per affrontare il trio di criminali.
Prendente quella faccia da bravo ragazzo di Jack Quaid (figlio di Dennis Quaid e Meg Ryan), e cucitegli addosso un ruolo praticamente perfetto in cui spingere a mille il suo Hughie di The Boys. Poi prendete Ray Nicholson, che in quanto a ghigno malefico è tutto suo padre Jack, e dategli il ruolo del criminale più viscido, privo di empatia e psicopatico che possiate immaginare. L’Alfa e l’Omega del film sono serviti su un piatto d’argento, e su queste due azzeccatissime scelte di casting va a strutturarsi un film che sembra partire da premesse che ricordano Io sono nessuno (Nobody) con Bob Odenkirk, visto che un uomo qualunque è chiamato a vestire i panni dell’eroe d’azione, ma ben presto va muoversi nei territori di Crank con Jason Statham.
Perché Mr. Morfina ha proprio quel ritmo indiavolato e quella predisposizione all’eccesso che caratterizzava l’action di Neveldine e Taylor, oltre che un elemento da high-concept che viene bene sfruttato, ovvero l’insensibilità al dolore del protagonista, che diventa un espediente per metterlo in situazioni sempre più assurde in cui si fa malissimo quasi inconsapevolmente.
Se raccogliere una pistola in una friggitrice bollente a mani nude può sembrare una follia, il film mostra un’escalation di momenti assurdi che raggiungono il climax nella lunga sequenza all’interno di una casa-trappola in cui vive un survivalista, trasformandosi presto in una versione splatter di Mamma ho perso l’aereo.
C’è tanta ironia in Mr. Morfina e una dose di cattiveria davvero sopra la linea, un mix tra risate grottesche e violenza estrema che trasforma questo film in una sorta di cartone animato in carne ed ossa. Ma anche la gestione puramente coreografica dell’azione è di livelli decisamente alti, con momenti di combattimento corpo a corpo molto spettacolari e resi bizzarri anche dal fatto che il protagonista non è un killer o un esperto di combattimento, ma è mosso dalla voglia di giustizia, difendendosi goffamente (e spesso letalmente) esattamente come farebbe una persona qualunque.
Action adrenalinico, revenge-movie, splatter cartoonesco e commedia grottesca, ma in Mr. Morfina c’è anche una nota da romance con la storia tra Nathan e Sherry (interpretata da Amber Midthunder di Prey, L’uomo dei Ghiacci e Opus) e una backstory poliziesca che vede gli agenti Langston (Betty Gabriel) e Duffy (Matt Walsh) sulle tracce tanto dei rapinatori quanto dello stesso Nathan, considerato prima un complice poi un giustiziere che agisce al di sopra della legge.
Dan Berk e Robert Olsen stanno mettendo su una filmografia interessante e molto variegata che spazia dall’horror vampiresco Stake Land II a quello più grottesco di Malvagi, fino al survival-thirller di fantascienza Non siamo soli, ma Mr. Morfina rappresenta senza ombra di dubbio, ad oggi, l’apice della loro carriera.
Insomma, se siete alla ricerca di un action-movie sopra le righe, violentissimo e davvero originale, Mr. Morfina (che in originale si intitola Novocaine, nome di un altro anestetico) fa davvero al caso vostro. Per noi è già un cult.
Mr. Morfina è al cinema dal 27 marzo 2025 distribuito da Paramount Pictures insieme a Eagle Pictures.
Roberto Giacomelli
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