Archivio tag: adler entertainment

E poi c’è Katherine, la recensione

La sorte sta per giocare un brutto tiro a Katherine Newbury (Emma Thompson), celebre e dispotica conduttrice televisiva di uno storico talk-show. Un graduale calo negli ascolti, accompagnato da spiacevoli attacchi ad personam, rendono più concreta che mai la possibilità che la donna sia sostituita.
L’ultima speranza della show runner è fare appello al suo bistrattato staff (composto prevalentemente da uomini) affinché dia una sonora ‘svecchiata’ al format. Katherine, inoltre, per salvare la faccia di fronte alle accuse di misoginia, assume la giovane alle prime armi Molly Patel (Mindy Kaling), che nella Newbury ha sempre individuato un modello da seguire.

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Invasioni aliene e possessioni demoniache: in blu-ray Captive State e Crucifixion

CG Entertainment e Adler Entertainment uniscono le forze per portare in home video due piccoli film di genere desiderosi di esplorare due mini-filoni a cui la settima arte ha sempre prestato particolari attenzioni: le invasioni aliene e le possessioni demoniache. Due film accomunati sicuramente dalla medesima volontà di affrontare i rispettivi argomenti in modo “differente” ma, al tempo stesso, ad unirli è stata anche un’accoglienza non particolarmente felice da parte di pubblico e critica. Approda in blu-ray disc il fanta-distopico Captive State, diretto da Rupert Wyatt (L’alba del pianeta delle scimmie) e interpretato da John Goodman, e l’horror Crucifixion diretto da un sempre meno ispirato Xavier Gens (Frontiers – Ai confini dell’inferno e Hitman – L’assassino).

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In blu-ray Zanna Bianca, il film d’animazione tratto dal capolavoro di Jack London

Ci sono storie destinate a vivere in eterno, racconti che si fanno “contenitori” di così tanti valori da riuscire a sopravvivere negli anni mantenendo inalterata tutta la loro freschezza. L’opera dello scrittore statunitense Jack London è tra queste e Zanna Bianca, tra i suoi romanzi più famosi insieme al “compagno” Il richiamo della foresta, non si sottrae a questa regola e si dimostra capace ancora oggi di emozionare e stupire nonostante i 112 anni di “anzianità” e le innumerevoli trasposizioni arrivate sia sul grande che sul piccolo schermo. Nel bellissimo Zanna Bianca di Alexandre Espigares, le epiche avventure del cucciolo metà cane e metà lupo ci vengono raccontate per la prima volta sotto forma di film d’animazione. Un prodotto per tutta la famiglia, destinato a piacere ai bambini ma in grado di emozionare anche i genitori. Il film di Espigares è da poco disponibile in alta definizione Blu-ray grazie ad Adler Entertainment e i canali distributivi di CG Entertainment.

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Da Van Sant a Balaguero: Don’t Worry e La settima musa in blu-ray

Lo scorso agosto due rinomati autori di fama internazionale si sono affacciati nelle nostre sale per presentare al pubblico italiano le loro ultime opere. Uno di loro è Gus Van Sant, cineasta statunitense che ha saputo imporsi grazie alla sua particolare capacità di raccontare i disagi giovanili, l’altro è lo spagnolo Jaume Balaguerò che dai primi anni duemila si è fatto portabandiera della rinascita dell’horror iberico. I film sono Don’t Worry e La settima musa, entrambi portati in sala da Adler Entertainment e adesso disponibili in home video grazie a CG Entertainment.

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La periferia si racconta: in home video La terra dell’abbastanza e Manuel

Quando Matteo Garrone, nel 2008, ha portato nelle sale l’adattamento cinematografico del best-seller di Roberto Saviano (Gomorra) il cinema italiano si preparava a non essere più lo stesso. Un nuovo filone stava per imporsi, con fare prepotente ed anche un po’ arrogante, un ritorno al neorealismo ma in una versione più spregiudicata ed estrema. A muovere l’interesse di questi nuovi narratori, a differenza di quelli di ieri, non è più la vita della povera gente messa in ginocchio dalla guerra bensì le gesta di quella povera gente costretta a vivere ai margini della società e che ha individuato nel crimine l’unica via d’uscita. Se Garrone ha lanciato l’idea è stato Caligari, prima di morire, a trasformare l’idea in moda con Non essere cattivo. Dall’uscita nelle sale di quest’ultimo, infatti, non si contano più le proposte italiane di film che raccontano la periferia romana nelle sue sfumature più sgradevoli e scorrette con la continua ricerca di un look cinematografico “sporco” pronto a creare un filo d’unione tra il cinema e il documentario.

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Zanna Bianca, la recensione

Ci sono storie destinate a vivere in eterno, racconti che si fanno “contenitori” di così tanti valori da riuscire a sopravvivere negli anni mantenendo inalterata tutta la loro freschezza. L’opera dello scrittore statunitense Jack London è tra questi e Zanna Bianca, tra i suoi romanzi più famosi insieme al “compagno” Il richiamo della foresta, non si sottrae a questa regola e si dimostra capace ancora oggi di emozionare e stupire nonostante i 112 anni di “anzianità” e le innumerevoli trasposizioni arrivate sia sul grande che sul piccolo schermo. Adesso le avventure del cucciolo metà cane e metà lupo rivivono, per la prima volta, in un film d’animazione che segna il debutto nel lungometraggio del regista Alexandre Espigares.

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La terra dell’abbastanza, la recensione

Quello a cui stiamo assistendo in questi mesi è un momento particolarmente prospero per il cinema italiano perché si è tornati a quella varietà di generi, autori e interpreti che da troppo tempo mancava sui nostri schermi, drogati da un sistema e una casta che negli anni ha appiattito l’intero panorama cinematografico nostrano. Piccole e grandi produzioni ci parlano di criminalità, supereroi, storie fantascientifiche, fatti di cronaca riveduti, vite di uomini di politica e lo fanno con uno sguardo vivo, vitale, internazionale e proiettato a un futuro che, mai come oggi, ci appare così roseo. Uno dei più recenti esempi di questo rinascimento è senza ombra di dubbio La terra dell’abbastanza, esordio alla regia dei fratelli (gemelli) Damiano e Fabio D’Innocenzo, che fanno proprio il filone crime di matrice romana raccontando una storia morale che si pone quasi come un “anti-Gomorra”.

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Monster Family, la recensione

Speriamo almeno in un passato migliore per il povero conte Dracula. Perché quando facciamo la sua conoscenza, in Monster Family, questo rottame di una leggenda canta Tom Jones, predilige un’alimentazione asettica ed è drogato di narcisismo. Solo come un cane, tra le altre cose. Emma invece è una madre di famiglia newyorchese soffocata dai problemi. Il marito devastato dal lavoro è un’autorità mondiale in materia di flatulenze, non parla mai e quando lo fa dice, ovviamente, la cosa sbagliata. Il figlio più piccolo è probabilmente la più grande mente del XXI secolo, con gran soddisfazione dei bulli della scuola. La figlia più grande è adolescente.

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Monster Family: incontro con i doppiatori Carmen Consoli e Max Gazzé

La parte migliore della conferenza stampa di Monster Family, uscita italiana il 19 ottobre per Adler Entertainment, non finirà stampata da nessuna parte, incastonata nell’umorismo e nella genuinità con cui i due doppiatori d’eccezione di questo film per famiglie vampiresco ma non solo, Max Gazzè e Carmen Consoli, hanno trasformato la rituale presentazione stampa del film in un beneaugurato happening sgangherato e rumoroso.

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47 metri, la recensione

Che siano a sfondo drammatico o horror, di survival movie a tema “squalo” ne abbiamo visti di tutti i tipi. Sicuramente un filone molto prolifico che però, purtroppo, negli ultimi decenni era tenuto in vita quasi unicamente da prodotti di infima qualità relegati più che altro al mercato dell’home video. L’arrivo, poi, della famigerata casa di produzione The Asylum ha dato il colpo di grazia al genere con la produzione a catena di montaggio di film trash che hanno ufficialmente “violentato” la dignità degli shark movie. Fortunatamente, però, in tempi recentissimi la ruota ha ripreso a girare nel verso giusto e nel giro di pochissimo tempo il filone si è arricchito di due titoli che hanno saputo riportare alto il prestigio del genere. Lo scorso anno abbiamo avuto il lodevole Paradise Beach: dentro l’incubo di J. Collet-Serra e adesso arriva nelle sale l’altrettanto riuscito 47 metri.

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