Archivio tag: remake

Il testimone invisibile e Amici come prima disponibili in DVD

Le recenti uscite home video di Warner Bros Entertainment sono all’insegna del cinema italiano. Un’offerta particolarmente interessante se pensiamo che, proprio con i due titoli offerti, Warner ci sintetizza in un solo colpo quella che è l’attuale situazione del panorama cinematografico italiano: da una parte il tradizionale cinema tricolore che privilegia la risata, dall’altra un cinema più maturo e di genere desideroso di dimostrare che anche in fatto suspense il nostro cinema non è secondo a nessuno. Arrivano in home video, purtroppo solamente su supporto DVD, l’ottimo thriller con Riccardo Scamarcio e Miriamo Leone, Il testimone invisibile, ma anche la divertente commedia che ha riunito sul grande schermo Christian De Sica e Massimo Boldi, Amici come prima.

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Un viaggio indimenticabile, la recensione

Ci sono viaggi indimenticabili, amori indimenticabili, giornate indimenticabili. Poi, da una parte, ci sono i film indimenticabili e, dall’altra, c’è il dimenticabilissimo Un viaggio indimenticabile, in originale Head full of Honey.

La storia è quella di Amadeus (Nick Nolte), ex veterinario, settantaseienne, da poco rimasto vedovo, la cui forte personalità, fascino ed umorismo non sono sufficienti a mascherare i devastanti sintomi dell’Alzheimer. Non essendo più in grado di vivere da solo, si trasferisce a Londra, dal figlio Nick (Matt Dillon) che vive con sua moglie Sarah (Emily Mortimer) e la figlia di 10 anni, Tilda (Sophia Lane Nolte, figlia di Nick Nolte). Nonostante lo sconvolgimento e il caos derivato dall’arrivo di Amadeus in un clima familiare già teso, tra nonno e nipotina si instaura un legame speciale.

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Gloria Bell, la recensione

Annotate questa data: giovedì 7 marzo la distribuzione Cinema porta nelle sale un nuovo lungometraggio diretto da Sebastián Lelio, vincitore del premio Oscar per il miglior film straniero nel 2018 con Una Donna Fantastica.

Con questo suo nuovo lungometraggio, Gloria Bell, sulle orme di registi come Michael Haneke e il suo Funny Games (1997) rifatto dieci anni più tardi con più noti volti hollywoodiani, Lelio ci propone un remake shot-by-shot di Gloria (2013) diretto dallo stesso.

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Domani è un altro giorno, la recensione

Una mattina alle prime ore dell’alba, Tommaso, insegnante di robotica che vive da tempo in Canada, si reca all’aeroporto per tornare dopo tantissimi anni a Roma. Il motivo del ritorno è Giuliano, un estroverso attore teatrale nonché suo amico di vecchia data. Conosciutisi all’università e pur avendo caratteri opposti, Tommaso e Giuliano hanno affrontato insieme mille battaglie e sono stati fianco a fianco nel periodo più spensierato e bello della loro vita. Adesso Giuliano è affetto da un cancro terminale ai polmoni e ha deciso di non “lottare” più e rifiutare la terapia. Lo scopo di Tommaso, dunque, è quello di rivedere il suo amico dopo tanti anni e cercare di fargli cambiare idea. Durante il soggiorno romano di quattro giorni, Tommaso ripercorre con Giuliano la “strada dei ricordi” con lo scopo di aiutare il suo amico a sistemare tutte le cose lasciate in sospeso, partendo dal trovare un nuovo padrone a Pato, un bovaro del bernese che per Giuliano è come un figlio. Ma per i due amici la sfida più difficile, quasi impossibile, è semplicemente quella di dirsi addio.

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Un uomo tranquillo, la recensione

Il buon Liam Neeson ha intrapreso, ormai più di dieci anni fa, un processo di svecchiamento professionale che gli ha donato una nuova giovinezza artistica: da attore spesso coinvolto in opere di spessore contenutistico e coccolato dagli autori di ieri e di oggi, a nuova icona dell’action. Però un action meno muscolare e spettacolare di quello a cui siamo abituati, bensì un filone più nichilista, crepuscolare, spesso abbonato ai meccanismi del revenge-movie. Dal marchio produttivo di Luc Besson nella trilogia di Taken (con cui tutto ha avuto inizio nel 2008) alla fruttuosa collaborazione con Jaume Collet-Serra, con cui ha lavorato in una manciata di ottimi film, Liam Neeson arriva al momento della sua carriera action in cui è giusto riflettere sul proprio operato e, magari, riderci su. Per questo l’attore di origini irlandesi è la scelta più appropriata per Un uomo tranquillo (Cold Pursuit, in originale), black-comedy dai forti connotati pulp che fa proprio del meccanismo del revenge-movie un parossistico escamotage per mettere alla berlina la criminalità organizzata.

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10 giorni senza mamma, la recensione

Carlo e Giulia sono una coppia felice, o almeno in apparenza. Conducono una vita ordinaria ed hanno tre figli a cui badare: Camilla, adolescente ribelle alle prese con le prime cotte; Tito, furbetto di dieci anni dallo scherzo facile ed infine la piccola Bianca, che ha poco più di due anni e non ha ancora imparato a parlare bene. Pur amandosi, Carlo e Giulia stanno affrontando un periodo di crisi. Lui è costantemente distratto ed assorbito dai problemi lavorativi così che lei è confinata al ruolo di casalinga dovendo badare a tempo pieno alla casa e ai figli. Per sfuggire all’esaurimento nervoso, un giorno Giulia decide di prendersi una piccola pausa dalla quotidianità e farsi una vacanza a Cuba con sua sorella. Solo dieci giorni, che sarà mai? Per Carlo, che conosce poco i suoi figli e non ha la più pallida idea di come si possa portare avanti una casa, è subito il panico.

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L’agenzia dei bugiardi, la recensione

Fred è cresciuto con un trauma: la separazione dei suoi genitori a seguito di enormi tradimenti venuti a galla. Si è più volte domandato, dunque, come sarebbe stata la sua infanzia se sua madre non avesse mai scoperto le scappatelle di suo padre. Cresciuto con questo interrogativo nella testa, Fred ha messo in piedi una particolarissima agenzia specializzata nelle bugie il cui motto recita “meglio una bella bugia che una brutta verità”. L’agenzia ha lo scopo di creare alibi credibili a tutti coloro che hanno qualcosa di grosso da nascondere e la paura di affrontarne le conseguenze. Fred porta avanti l’attività assieme all’esperto di tecnologia Diego e l’apprendista narcolettico Paolo. Ma il destino è spesso beffardo e una sera Fred si innamora di Clio, ragazza bella e paranoica che ama farsi paladina della sincerità a tutti i costi. Fred, di conseguenza, non può confessarle che ha messo in piedi un intero racket fondato sulle “bugie” e le cose si complicano ulteriormente quando il ragazzo scopre che Alberto, il padre della ragazza, è un suo cliente che vuole nascondere una storia clandestina con l’amante Cinzia, ragazza con poco cervello e desiderosa di sfondare nel mondo della musica rap. Quando per una serie di bizzarre coincidenze si ritrovano in vacanza tutti insieme, la storia è destinata ad implodere.

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Suspiria, la recensione

Presentato in concorso alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il Suspiria di Luca Guadagnino esce finalmente allo scoperto dopo un’attesa lunga quasi più di un anno. A precederlo c’è ovviamente il notevole successo riscosso dal precedente Chiamami col tuo nome, ma anche una certa diffidenza (non del tutto ingiustificata) da una parte dei devoti all’originale di Dario Argento.

Possano questi ultimi rasserenarsi: come già precedentemente anticipato dallo stesso Guadagnino, il suo NON è un remake dell’originale del 1977!

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A Star is Born, la recensione

Mostra del Cinema non significa solo drammoni che non finiscono mai provenienti da paesi impronunciabili. Negli ultimi anni hanno fatto la loro comparsa sul Lido anche film potremmo dire più leggeri, apprezzabili da un pubblico più vasto e ottimo diversivo ai drammoni di cui sopra.

Il nuovo film di Bradley Cooper, A Star is Born, che lo vede anche dietro la macchina da presa, si può facilmente inserire in questa categoria.

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Papillon, la recensione

Alcune storie sono immortali, sedimentate nell’immaginario dello spettatore/lettore e facilmente rielaborabili per essere raccontate a generazioni differenti. Papillon, pur ispirandosi alla vera storia del galeotto Henri Charriére, fa suo un topos che sta alla base di tanta letteratura, ovvero la lotta per la libertà, in modo tale da sorreggersi sulle spalle di un vero e proprio archetipo narrativo.

Con illustri antenati quali Il Conte di Montecristo, il ricco e sempre avvincente filone avventuroso delle evasioni dal carcere trova nell’incredibile autobiografia di Henri Charriére terreno fertile per generare un bestseller e una trasposizione cinematografica di grande successo.

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