Archivio tag: storia vera

12 Soldiers, la recensione

L’11 settembre 2001 è una data che ha segnato in maniera indelebile il destino degli Stati Uniti, e più in generale del mondo intero, in quanto ha messo tutti noi davanti alla minaccia del terrorismo islamico e ha aperto un baratro di crisi e paura nel quale tutt’ora siamo impelagati. Un tragico evento, quello della caduta delle torri gemelle, che il cinema americano, da sempre impegnato nella ricerca di un nemico da sconfiggere, ha raccontato numerose pellicole in cui al centro del racconto vi sono attentati, battaglie in Medio Oriente e finanche questioni etiche sulla guerra. A questo lungo e fruttuoso genere si lega 12 Soldiers, nuovo lavoro del regista danese Nicolai Fugslig, alla sua seconda opera dopo l’esordio con lo Sci-fi Exfil, che racconta la vera storia di 12 soldati americani, guidati dal capitano Mitch Nelson, inviati in una regione pericolosa dell’Afghanistan e della loro strabiliante vittoria. Una storia avvincente ed eroica raccontata però non nel migliore dei modi attraverso un film ricco di retorica americana, accompagnato da una sceneggiatura carente e che ha nelle scene di battaglia gli unici punti di forza.

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211 – Rapina in corso, la recensione

Un Oscar vinto e collaborazioni con alcuni dei più talentuosi registi del panorama Hollywoodiano, ma anche tanti, troppi film mediocri. Questa è la storia di Nicolas Cage, uno degli attori dalla carriera più altalenante dell’attuale panorama cinematografico. Proveniente da una nota famiglia di artisti (i Coppola) ma capace di destreggiarsi con una certa personalità artistica e professionale, Cage negli ultimi anni non ne sta imbroccando una e 211 – Rapina in corso ne è l’ennesima dimostrazione.

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Il mistero di Donald C., la recensione

Nel 1968 il popolo inglese (e non solo) rimase colpito dalle gesta di Francis Chichester, un navigatore che all’età di 65 anni riuscì in solitaria, per la prima volta nella Storia, a circumnavigare il mondo in soli nove mesi e un giorno senza mai sostare sulla terra ferma. Donald Crowhurst, imprenditore e navigatore dilettante, mosso anche lui dallo stesso entusiasmo per Chichester, decise di iscriversi e partecipare alla prima edizione del Golden Race del Sunday Times con l’obiettivo di diventare il velista più veloce a fare il giro del mondo. Per rincorrere questo sogno, che gli avrebbe garantito anche la vincita di una ricompensa in denaro capace di risolvere molti problemi economici, Donald ha messo a punto il suo brevetto per costruire un trimarano, una particolare imbarcazione a vela che gli avrebbe dovuto garantire una notevole velocità. Dopo ritardi e difficoltà, il 31 ottobre 1968 Donald salutò la moglie Clare e i figli salpando verso questa incredibile avventura via mare. Un’avventura da cui non farà più ritorno.

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Barry Seal – Una storia americana. In Blu-ray il biopic con Tom Cruise

C’era una volta Tom Cruise, divo di Hollywood che ha conquistato il cuore di milioni di ragazzine a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 e ha sfiorato l’Oscar grazie al soldato storpio di Oliver Stone. Nel tempo, però, il talento e l’intelligenza lavorativa di quel divo sono stati un po’ oscurati da un certo glamour da tabloid per relazioni con altre star e per (discutibili) scelte di credo di cui si è fatto massimo portavoce. Ma dobbiamo riconoscere che, ad oggi, Cruise è uno dei divi di Hollywood più completi e coerenti, capace di gestire la sua vita professionale con estrema professionalità. Barry Seal – Una storia americana ne è l’ennesima prova.

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USS Indianapolis, la recensione

«Insomma, eravamo finiti in mare in più di mille e uscimmo in 316.

Gli altri li avevano mangiati gli squali. Era il 29 giugno del ’45.

Comunque, avevamo consegnato la bomba!»

(Quint – Lo Squalo)

Arriva nelle sale italiane USS Indianapolis, ovvero il film che racconta la drammatica storia dell’omonimo incrociatore della Marina Militare Americana che durante la Seconda Guerra Mondiale, in uno scontro a fuoco con un sommergibile giapponese, diede luce alla peggiore catastrofe marittima della Storia americana.

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Gold – La grande truffa, la recensione

Kenny Wells (Matthew McConaughey) ha visto fiorire e crollare sotto i suoi occhi l’impresa mineraria di famiglia. In cerca di un’occasione di riscatto, sembra trovarla nel geologo Michael Acosta (Édgar Ramírez), col quale scopre un giacimento d’oro nella giungla indonesiana. I soldi cominciano ad affluire, ma a quel punto i due si ritrovano in una giungla ben più infida: quella di Wall Street.

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Boston – Caccia all’uomo, la recensione

Il sodalizio tra il regista Peter Berg e l’attore Mark Wahlberg si rinnova per raccontare la cronaca di uno degli eventi più tragici della recente storia di Boston, l’attentato che ha insanguinato le strade della città durante la maratona del Patriot’s Day del 2013. E Boston – Caccia all’uomo non poteva arrivare nelle sale nel momento più adeguato, viste le notizie che nelle ultime ore giungono dalla Francia, dove la piaga del terrorismo di matrice islamica ha mietuto nuove vittime.

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The Startup, la recensione

Il nome del diciottenne Matteo Achilli ai più non dirà molto, al massimo può far pensare al classico giovane italiano alla ricerca di un futuro migliore e una prospettiva lavorativa. Non tutti sanno, però, che il giovane romano è il protagonista di una storia davvero incredibile, un’autentica scalata che lo ha portato dalla periferia della capitale fino alla Milano “bene” e le prime pagine delle riviste di finanza e marketing. Una vicenda portata sul grande schermo da Alessandro D’Alatri con il suo ultimo film dal titolo The StartUp che racconta, come detto, la storia del giovane Matteo Achilli e la nascita della sua geniale idea di un social network, chiamato Egomnia, nel quale tutti i suoi iscritti vengono inseriti in una classifica di merito basata su dati oggettivi. Un soggetto di base molto interessante che qui viene rappresentato attraverso una storia dal ritmo veloce e pimpante e, seppur non privo di difetti, diverte ed appassiona.

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Il diritto di contare, la recensione

Quanto valiamo? Quanto contiamo? Quanto pesa una persona? Uno vale uno, si sa. Si sono spesi fiumi di parole e versati fiumi di sangue a Parigi, alla fine del diciottesimo secolo, proprio per sostenere ed imporre questo diritto: un voto a testa, non per ordine. Argomenti tanto antichi che possono trarre in inganno, dandoci l’impressione che siano assodati e sicuri. Non è così. Non era almeno così negli Stati Uniti di fine anni 50’ e primi 60’. Ventesimo secolo. Andiamo per ordine: schiavitù abolita nel 1865 col tredicesimo emendamento (per saperne di più andate a vedere Lincoln, di Steven Spielberg, col gigante Daniel Day-Lewis nei panni del sedicesimo Presidente degli States). Alla schiavitù si avvicenda la segregazione, un’altra brutta pagina fatta di razzismo, violenza e intolleranza. È operata dai bianchi degli Stati del sud nei confronti dei neri nel sud. Una storia spregevole, fatta di notevole valenza. Rilevante, essenziale per il diritto di essere. Il diritto di valere, di contare.

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Deepwater – Inferno sull’oceano, la recensione

Il 20 Aprile 2010 la piattaforma trivellatrice semisommergibile Deepwater Horizon, di proprietà della società svizzera Transocean e noleggiata dalla British Petroleum, si trasformò in autentico inferno di fuoco per i 126 lavoratori a bordo a causa di un gigantesco incendio divampato a largo del Golfo del Messico. Una tragedia immane che non solo costò numerose vittime, ben 11, ma divenne anche il più grande disastro ambientale della storia andando così a riaprire il dibattito sull’opportunità di eseguire tali operazioni e sulle condizioni di sicurezza dei dipendenti.

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