Archivio categorie: Recensioni

Il regno del pianeta delle scimmie, la recensione

La magnifica avventura nata nel 2011 con L’alba del pianeta delle scimmie di Rupert Wyatt e proseguita nel 2014 con Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie di Matt Reeves, sembrava essersi conclusa nel 2017 con lo stupendo The War – Il pianeta delle scimmie dello stesso Reeves. Una trilogia bellissima, intensa e intelligente, nonché punto saldissimo all’interno del cinema fantastico contemporaneo, che aveva creato un importante arco narrativo utile a fornire un credibile antefatto al capolavoro di Franklin J. Shaffner del 1968, Il pianeta delle scimmie. Eppure, l’arrivo dell’astronauta George Taylor sulla Terra del futuro dominata dalle scimmie era ben lontano dalla solenne commovente conclusione di The War: nel mezzo possono essere raccontate tante altre storie. E così sta accadendo.

Già all’indomani della fusione tra Disney e 20th Century Fox, era stato annunciato che uno dei franchise acquisiti che avrebbe avuto un futuro era proprio quello de Il pianeta delle scimmie e nonostante ci sia voluto più di un lustro di tempo con una pandemia di mezzo, alla fine è arrivato Il regno del pianeta delle scimmie.

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Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
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eXtramondi 2024: Giorno 1. Aldo Iuliano e il suo team presentano il cyber-thriller Space Monkeys

Parte questa sera, 2 maggio 2024, la terza edizione di eXtramondi – nuovi territori del cinema fantastico italiano, che si terrà fino al 5 maggio al Teatro Flavio di Roma (Via Giovanni Mario Crescimbeni, 19). Un esordio per questa edizione 2024 segnato dal genere thriller contaminato con la fantascienza, infatti ad aprire la rassegna alle ore 20.00 è il film diretto da Aldo Iuliano Space Monkeys, prodotto da Andrette Lo Conte per Freak Factory con RaiCinema in collaborazione con Calabria Film Commission. A presentare il film al pubblico sarà lo stesso regista Aldo Iuliano introdotto dal critico cinematografico Emanuele Rauco, ma al loro fianco troviamo anche lo sceneggiatore di Space Monkeys Severino Iuliano, il direttore della fotografia Daniele Ciprì, il montatore Marco Spoletini e la produttrice Adrette Lo Conte.

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Garfield – Una missione gustosa, la recensione

Il gattone arancione Garfield, che odia i lunedì e ha un debole per le lasagne, viene condotto con l’inganno in un magazzino abbandonato insieme al fedele cagnolino Odie. Qui trova con estrema sorpresa il padre Vic, che lo ha abbandonato quando era solo un cucciolo e che non ha più visto fino a quel momento. Garfield era solo un’esca utilizzata dalla gatta rancorosa Jinx per intrappolare Vic, suo ex amante e responsabile del suo imprigionamento in un canile dal quale è evasa. Jinx pone una sola condizione per lasciare in pace i suoi ostaggi: dovranno rubare e portarle un’ingente quantità di latte dall’inespugnabile Fattoria Lattosio. Per il soriano arancione e il suo ritrovato padre sarà soprattutto un’occasione per chiarire le motivazioni dell’abbandono.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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The Fall Guy, la recensione

Da alcuni anni Hollywood sta chiedendo a gran voce agli Academy un riconoscimento ufficiale alla figura dello stuntman, magari inserendo tra le nominations agli Oscar una categoria dedicata agli stunt-coordinator. Quest’anno, durante la cerimonia di premiazione degli Oscar, è stato creato un momento apposito per rendere omaggio al lavoro degli stunt e a presentarlo, con la consueta ironia, sono stati Emily Blunt e Ryan Gosling, concorrenti rispettivamente per Oppenheimer e per Barbie ma anche protagonisti insieme di The Fall Guy, il nuovo film di David Leitch in uscita il 1° maggio nei cinema italiani, che celebra proprio il duro mestiere dello stuntman.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Il caso Josette, la recensione

Non è cosa nota, ma in Francia, tra il tardo Medioevo e l’Età Moderna post-rinascimentale, gli animali potevano essere processati esattamente come gli esseri umani. Ovviamente questo portava quasi sempre a una condanna e alla “facile” risoluzione dei casi, ma questo fatto oggi considerato così bizzarro e grottesco è testimoniato da documenti storici che parlano di buoi e capre accusati, processati e condannati per i più svariati crimini. Proprio da uno spunto così paradossale e grottesco – che potrebbe essere una storia vera, o quasi, come recita la tagline del film – parte il team di sceneggiatori composto da Fred Cavayé, Sarah Kaminsky, Nicolas Slomka e Matthieu Rumani per dar vita a Il caso Josette, la commedia di Fred Cavayé interpretata da uno dei più amati attori comici francesi, Dany Boon.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Challengers, la recensione del film di Luca Guadagnino

Art e Patrick sono ottimi amici. Si conoscono da quando erano bambini e ad unirli, adesso, è la passione per il tennis così come quella per le donne. Sognano entrambi di diventare due stelle del tennis ma il loro approccio allo sport è ancora squisitamente ludico, quasi ingenuo ed infantile.

Tutto cambia quando un giorno vedono scendere in campo Tashi, una loro coetanea che dimostra subito di essere la giocatrice più brillante della loro generazione. Tashi ha il vero polso del tennista, è perfetta nelle battute e determinata come nessun altro. Lei si che è destinata a diventare una stella del mondo del tennis!

Vedendola giocare, Art e Patrick si invaghiscono di lei e da quel momento scatta una competizione fra i due su chi riesce a conquistarla per primo. Una competizione che diventa presto un triangolo amoroso, anzi anche qualche cosa di più, destinata a durare ben tredici anni e che interessa tanto la vita sentimentale dei tre quanto l’affermazione sul piano sportivo.

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Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Fabbricante di lacrime: così conturbante da essere migliore di “After”

La fiaba, quella vera, del Fabbricante di lacrime comincia con una giovane fanciulla di nome Anna Todd che, grazie alla propria fanfiction birichina sugli One Direction, diventa una scrittrice ricchissima, tanto che la sua opera, After, viene adattata in una pentalogia cinematografica, ora disponibile su Prime Video.  La piattaforma per scrittori amatoriali dove tutto questo è stato possibile, Wattpad, è quindi la nuova gallina dalle uova d’oro di molti canali on demand, e ciò è dimostrato dal discreto successo che hanno ottenuto alcuni adattamenti come The Kissing Booth, Dalla tua finestra ed È colpa mia?.

Nel 2021 la casa editrice Salani acquista i diritti per stampare il Fabbricante di lacrime, della misteriosa e italianissima “wattpader” Erin Doom, che diventa il libro più venduto in Italia del 2022; nel giro di un anno Netflix si accaparra i diritti e produce la pellicola omonima uscita questo 4 aprile, con la regia di Alessandro Genovesi (La peggior settimana della mia vita, Puoi baciare lo sposo) e la partecipazione di Caterina Ferioli e del rapper Biondo (Simone Baldasseroni).

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Back to Black, la recensione del biopic su Amy Winehouse

Possiamo far risalire al 2018 e al successo mondiale di Bohemian Rhapsody la spinta per le case di produzione di investire in biopic che raccontano le vite dei grandi della musica popolare. Dal film su Freddy Mercury si sono infatti succeduti rapidamente Rocketman su Elton John, Stardust su David Bowie, Aline – La voce dell’amore su Celine Dion, Whitney – Una voce diventata leggenda su Whitney Houston, Elvis di Baz Luhrmann (e con intenti differenti Priscilla di Sofia Coppola) su Elvis Presley e One Love su Bob Marley. L’Italia non sta a guardare e rilancia – in tv – con Io sono Mia su Mia Martini, Califano sull’omonimo cantante romano, Sei nell’anima su Gianna Nannini e la serie Hanno ucciso l’Uomo Ragno sugli 883 in arrivo questo autunno. Inoltre, uno degli eventi più attesi del prossimo anno è il biopic su Michael Jackson diretto da Antoine Fuqua. In mezzo a cotanta musica su schermo si inserisce un po’ in sordina Back to Black, co-produzione tra Gran Bretagna e Stati Uniti che racconta il mito di Amy Winehouse, dagli esordi musicali alla sua tragica morte nel luglio del 2011 a soli 27 anni.

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Valutazione: 4.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Civil War, la recensione del thriller fantapolitico di Alex Garland

The Star-Spangled Banner, ovvero quello che conosciamo comunemente come inno nazionale americano, nel suo primo verso recita:

<<E il rosseggiar dei razzi, e le bombe che scoppiavano in aria mostrarono, nella notte, che la nostra bandiera era ancora là. Di’ dunque, lo stendardo lucente di stelle sventola ancora sul paese degli uomini liberi, e sulla dimora dei coraggiosi?>>

Alex Garland, nel suo Civil War, coglie l’essenza del poemetto scritto da Francis Scott Kay ed eletto a Inno Nazionale da Thomas Woodrow Wilson e la ribalta facendo di quella bandiera a stelle e strisce il simbolo della divisione, dell’oppressione, del disonore in un conflitto bellico immaginario che sembra dannatamente realistico. Così lo stendardo che vediamo sventolare nel film di Garland mantiene le 13 strisce orizzontali, che rappresentano le colonie originarie da cui sono nati gli Stati Uniti, ma le 50 stelle sono pesantemente ridimensionate a sole due, come gli Stati che si fanno portatori della rivolta, Texas e California, ovvero il cosiddetto Fronte Occidentale. 

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Veneciafrenia: Follia e morte a Venezia, la recensione dell’horror grottesco di Álex de la Iglesia

Venezia è da sempre riconosciuta come la città romantica per eccellenza, con i suoi canali lungo i quali imperversano gondole con a bordo coppie innamorate, paesaggi mozzafiato e capaci di infondere nei turisti sensazioni di benessere che restano impresse nell’anima per sempre. Un quadro idilliaco e soave che viene reso ancor più vivace e piacevole da quell’insieme di colori, maschere e sfilate gioiose che fanno parte di quel sabba sgargiante e festoso che è il famoso carnevale veneziano. Eppure, dietro questa veste paradisiaca e accogliente, la città veneta nasconde un’anima irrequieta, a tratti spaventosa, che si cela tra i suoi vicoli stretti e opprimenti, resi ancora più inquietanti da una nebbia plumbea che li avvolge e che rappresenta l’animo ruvido e tignoso dei suoi abitanti. Quest’ultimi sono da sempre protagonisti di un eterno conflitto tra la necessità di guadagnare sui forestieri e la voglia di poter godersi una città non più minacciata da enormi navi, che si spingono quasi fin dentro le case e che trasportano orde di turisti spesso chiassosi e invadenti.

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