Archivio tag: Mostra del cinema di venezia 2026

Venezia 83. Arrested Memory, la recensione

Lee (Ethan Juan), uno dei migliori ispettori di Taipei, sopravvive a una missione in cui perde l’intera squadra e, come conseguenza dello shock, inizia a soffrire di amnesia.

Quando gli viene affidato un nuovo caso, il rapimento del figlio di un ricco imprenditore giapponese in visita al paese, inizia una parabola delirante che vedrà l’ispettore in lotta con la sua stessa memoria.

Presentato fuori concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Arrested Memory del regista giapponese SABU è forse una delle più belle sorprese di una selezione veneziana che ha regalato poche risate liberatorie.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Venezia 83. Bunker, la recensione

Presentato in concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia, Bunker segna il ritorno alla regia del drammaturgo francese Florian Zeller e riunisce per la nona volta sullo schermo una delle coppie più amate di Hollywood: quella formata da Penelope Cruz e Javier Bardem.

Il film entra nella vita di Sofia e Miguel, una coppia sposata da 17 anni trasferitasi da Madrid a Londra per favorire le ambizioni lavorative di lui. Miguel è un architetto di fama internazionale, mentre Sofia è una redattrice in una casa editrice. La loro quotidianità apparentemente perfetta viene sconvolta da due eventi: il progetto di un vicino (Stephen Graham) di costruire una finestra su un muro comunicante e la richiesta di un ricco magnate della Silicon Valley (Paul Dano) di costruire un bunker. Sofia e Miguel sembrano affiatati, quel genere di coppia capace di intendersi con un singolo sguardo. Sono entrambi attraenti e carismatici, con la sicurezza di una storia solida alle spalle e a proprio agio tra i membri dell’élite intellettuale. Tuttavia, sin dall’inizio si ha l’impressione che, per entrambi, qualcosa si agiti sotto la superficie.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 83. Father Joe, la recensione

Nella Little Italy degli anni Novanta, pervasa da delinquenza, droga e prostituzione, Padre Joe (Kiefer Sutherland) combatte la criminalità a suon di pugni e sparatorie. I suoi metodi anticonvenzionali attirano l’attenzione del Boss di tutti i boss (Al Pacino), che assiste alla caduta dei suoi gregari e decide di prendere la situazione nelle sue mani.

Presentato fuori concorso in premiere di mezzanotte alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Father Joe è un film che su carta promette divertimento di qualità assicurato, ma come sempre, meglio stare attenti quando si accendono troppe speranze. 

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 83. Company, la recensione

Tre storie incastrate a scatole cinesi, che si fondono in un racconto gotico ambizioso sulla vendetta e sui modi diversi per elaborare il dolore: Company, presentato in concorso all’83ª Mostra del Cinema di Venezia, è la terza prova alla regia di Casey Affleck, dopo I’m Still Here e Light of My Life.

In una piovosa notte d’inverno, negli anni Settanta, una donna dall’aria enigmatica bussa alla porta di una casa dove si sta svolgendo una festa: sembra aver sbagliato indirizzo e viene comunque invitata a entrare. Inizia a intrattenere gli ospiti raccontando una storia dai contorni molto simili: un’altra donna, in un’epoca precedente, viene soccorsa nella neve e accolta nel capanno di un uomo di nome Tom.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 83. Look Back, la recensione

Presentato in concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia, Look Back è l’ultima fatica del maestro Hirokazu Kore’eda.

Tratto dall’omonimo manga di Tatsuki Fujimoto, il film racconta della tenera amicizia tra due ragazzine, Fujino e Kyomoto, unite dalla passione per il disegno e dal sogno di diventare mangaka. Le loro strade si incrociano per la prima volta alle scuole elementari, quando entrambe si ritrovano a disegnare delle strisce per il giornalino scolastico. Tuttavia, dato che Kyomoto soffre di una forte ansia sociale che le impedisce di frequentare la scuola, le due si incontreranno solo qualche anno più tardi. Da lì, le ragazze costruiranno il loro legame. Insieme cresceranno e, senza rendersene conto, troveranno se stesse mentre sono impegnate a dare forma ai propri desideri.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 83. L’estranea, la recensione

Un patto col diavolo per raccontare l’orrore ben più terreno delle dinamiche famigliari: L’estranea è il nuovo lavoro di Paolo Strippoli, che dopo Piove e La Valle dei Sorrisi conclude un’ideale “trilogia della pioggia” con l’esordio in concorso all’83ª Mostra del Cinema di Venezia.

Roma. Una giornata di pioggia battente. Anna (Jasmine Trinca) si presenta alla porta di casa di sua figlia Alice (Romana Maggiora Vergano) dichiarando di doverle fare delle rivelazioni sconvolgenti sulla loro storia famigliare. Ricorda un evento dell’infanzia di Alice: da bambina era stata morsa dal cane di famiglia, rischiando di perdere la gamba.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Venezia 83. Mr. Nelson, why did you kill people?, la recensione del nuovo dramma di Shinya Tsukamoto

Allen Nelson (Rodney Hicks) è un marine afroamericano reduce dalla guerra in Vietnam, che ha lasciato in lui una ferita profonda e apparentemente insanabile. Attraverso le sedute di psicoterapia con il dott. Daniels (Geoffrey Rush), ripercorre le fasi che lo hanno portato ad essere l’uomo che è oggi: dall’infanzia di abusi da parte del padre (sempre marine) all’addestramento disumanizzante ricevuto una volta arruolato. L’obiettivo è rispondere all’unica domanda che sembra contare davvero: “Mr. Nelson, perché hai ucciso delle persone?”.

Presentato in concorso all’83ª Mostra Internazionale dell’Arte Cinematografica di Venezia, Mr. Nelson, why did you kill people? di Shinya Tsukamoto è un film duro, che non mostra clemenza né verso i protagonisti, né verso lo spettatore, ma che alla fine della visione lascia con la sensazione dell’occasione sprecata.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 83. Primetime, la recensione

L’esordio al lungometraggio fiction di Lance Oppenheim, presentato in concorso all’83ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia, è il racconto di un fenomeno televisivo controverso targato NBC, che negli anni 2000 approdò anche sulle emittenti italiane.

La rubrica To Catch a Predator di Dateline, condotta da Chris Hansen. Un reality-crime itinerante, realizzato in collaborazione con le forze dell’ordine, con un format definito: un collaboratore dello show si fingeva un minore nelle chat room, veniva adescato da uomini adulti, li invitava “a casa” e, sotto gli occhi delle telecamere nascoste, il presentatore entrava in scena per rileggere insieme al molestatore le chat e umiliarlo. All’uscita, ad attendere l’uomo c’erano immancabilmente le manette.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Venezia 83. Furies, la recensione del crime libanese

Presentato alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Venezia Spotlight, Furies è il secondo lungometraggio del regista libanese Rami Kodeih.

La pellicola è ambientata in Libano nel 2022, a tre anni dall’inizio di una delle peggiori crisi economiche che il Paese abbia affrontato, al punto che ai cittadini viene impedito l’accesso ai propri conti bancari. In questa cornice si svolge la storia di Maro e Dalia, due sorelle unite da un profondo legame e complici nelle difficoltà. Maro (Rym Mroue), la maggiore, è una madre divorziata che, a causa dell’ex marito, ha perso un’occupazione stabile e la possibilità di vedere regolarmente il figlio. Dalia (Maria Nakouzi) è una ragazza frizzante e piena di vita che, per crudele ironia della sorte, ha un tumore all’utero che solo un costoso intervento può rimuovere. Maro è determinata a salvare la sorella e quando la banca le nega di attingere ai risparmi di una vita, la frustrazione prende la forma di un disegno criminoso: rapinare la banca.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 83. Wild Horse Nine, la recensione

1973 – Dopo anni di stanza a Santiago, nel Cile di Salvador Allende, il veterano della CIA Chris (John Malkovich) e il suo partner Lee (Sam Rockwell) vengono mandati a passare una settimana nell’Isola di Pasqua. La spedizione ha uno scopo preciso: Lee deve recuperare, dietro incarico del capo MJ (Steve Buscemi), le memorie che Chris ha iniziato a registrare, la cui diffusione accidentale potrebbe compromettere gravemente alcune delle più importanti operazioni condotte dalla CIA. Chris, gravemente malato e ormai consumato dal cancro, con la memoria che scricchiola da diversi mesi, ha molti famosi scheletri nell’armadio. Con decenni di sangue alle spalle al servizio del governo e la voglia di smettere di mentire, l’unica persona di cui vuole fidarsi è proprio quella che ha l’incarico di tradirlo.

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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