Archivio tag: horrorside

Letto N. 6, la recensione

Letto N. 6

L’Italia ha una importante e fortunata tradizione nelle ghost stories cinematografiche che va a braccetto con la nascita e lo sviluppo del cinema horror nostrano. Il problema è che questa stupenda tradizione si è fermata ormai da quasi quarant’anni!

Salvo sporadici tentativi di percorrere il genere, spesso da parte delle frange più indie del nostro cinema, l’horror italiano che ha fatto scuola nel mondo è rimasto alla metà degli anni ’80, quando già le eccellenze italiane zoppicavano, le produzioni erano sempre più esigue e povere e i maestri di un tempo o erano già scomparsi o stavano progressivamente abbandonando i film dell’orrore, lasciando tutto nelle mani di “giovani” già affermati come Dario Argento e Lamberto Bava.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Critters Attack! – Il ritorno degli extraroditori, la recensione

Gli amanti dei più improbabili b-movie anni ’80 conoscono bene i Critters, una razza extraterrestre particolarmente vorace protagonista di quattro film, a cominciare dal cultissimo Critters – Gli extraroditori (1986) di Stephen Herek. Nati come variante splatter di Gremlins, i Critters hanno guadagnato presto molti fan tra gli amanti del cinema horror tanto da essere consacrati nell’immaginario fanta-horror del periodo fino a dar vita a una piccola saga di cui, però, giusto il secondo film (1988), diretto da Mick Garris, sembrava aver qualcosa da aggiungere, mentre il 3 e il 4, girati back-to-back, sono ricordati più che altro per la presenza di un giovanissimo Leonardo DiCaprio (Critters 3) e un’ancora poco nota Angela Bassett (Critters 4).

Ora, a distanza di ben 28 anni dall’ultimo film, i roditori spaziali tornano in azione, oltre che nella web-serie Critters: A New Binge, nel lungometraggio Critters Attack! – Il ritorno degli extraroditori, un sequel senza nessun legame narrativo ai precedenti, prodotto da SYFY e Warner Bros Television e diretto dal giovane Bobby Miller.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Il principio del Rancore. Ju-On: Origins

Il 3 Luglio è sbancata su Netflix Ju-On: Origins di Sho Miyake, miniserie di appena sei episodi che cerca di rilanciare sul “versante giapponese” la mitologia di una saga horror ormai ventennale. Dopo la disastrosa nuova versione americana di qualche mese fa (The Grudge di Nicholas Pesce), sembrava che ormai la linfa vitale e mortifera dello spettro rancoroso Kayako fosse inevitabilmente esaurita.

Eppure, lo spirito creato da Takashi Shimizu non si arrende, e sembra che la sua maledizione non solo colpisca i personaggi dei vari film della saga ma anche gli spettatori cinematografici, costretti ciclicamente ad avere a che fare con questo rancore che non conosce fine.

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FEFF22. Impetigore – La ragazza dell’Inferno, la recensione

La giovane Maya lavora di giorno in un mercato, dove gestisce insieme all’amica Dini un banco di abbigliamento, di notte invece è di turno al casello d’autostrada. Da alcune notti, riceve la visita di un automobilista stalker e l’ennesima incursione dell’uomo si trasforma in una vera e propria aggressione durante la quale la ragazza viene ferita a una gamba e l’uomo ucciso da una pattuglia stradale; ma prima di morire l’aggressore pronuncia a Maya queste parole: “Non vogliamo quello che la tua famiglia s’è lasciata dietro. Per favore, portatelo via”. Intimorita e allo stesso tempo incuriosita dall’accaduto, la ragazza decide di recarsi nel villaggio in cui è nata, Harjosari, e da cui è stata portata via ancora bambina dopo essere rimasta orfana di entrambi i genitori. Giunte a destinazione, Maya e la sua compagna di viaggio Dini si scontrano subito con l’ostilità e la riservatezza dei paesani. Stabilitesi nella vecchia casa di famiglia di Maya, le ragazze scoprono ben presto che su Harjosari grava da decenni una tremenda maledizione che sta impedendo il ricambio generazionale degli abitanti.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Woman, la recensione

Chris Cleek esce a caccia nel bosco e si imbatte in una donna che si aggira tra gli alberi come un animale. Il signor Cleek cattura la donna e la porta a casa, la pulisce, la incatena in cantina e le dà da mangiare, proprio come se fosse un cane. La famiglia Cleek rimane quasi impassibile di fronte al “trofeo” di Chris e continua a svolgere la propria vita come se nulla fosse. La situazione però comincia pian piano a degenerare: Chris violenta la donna selvaggia, suo figlio adolescente Brian comincia a sviluppare un’attrazione morbosa per la prigioniera, sua sorella Peggy ha evidenti problemi con i suoi coetanei e con la scuola, finchè proprio la visita di un’insegnante di Peggy a casa Cleek fa precipitare la situazione.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Terrifier, la recensione

Lo slasher-movie, croce e delizia del genere horror.

Sottoposto a ferree regole, ironicamente e intelligentemente esplicate e parodiate nel capolavoro di Wes Craven Scream, lo slasher negli anni ha trovato una veloce affermazione autoriale (si pensi ai contributi al genere da parte di Tobe Hooper, John Carpenter e Wes Craven) e un altrettanto repentino decadimento – dato dall’eccessivo sfruttamento, in primis – che ne ha sostanzialmente sdoganato i dettami e la famigliarità a un pubblico di tutte le età, diventando in breve tempo un genere/simbolo molto riconoscibile dell’horror. Allo stesso tempo, però, lo slasher si è sottoposto a una innegabile banalizzazione, un oggettivo prosciugamento di qualità a cui solo operazioni singolari come il su citato Scream o Quella casa nel bosco di Drew Goddard sono riuscite a donare nuova linfa. Poi però ci sono opere come Terrifier che rimescolano le carte in tavola riportando questo filone direttamente alla sua origine senza dimenticare, però, il pregresso, ponendosi quindi come astuti omaggi che hanno però la sufficiente personalità per camminare sulle proprie gambe.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Conjuring – L’evocazione, la recensione

1971, Harrisville, Rhode Island. Roger e Carolyn Perron, con le loro cinque figlie e cane a seguito, si sono appena trasferiti in una grande casa in campagna, proprio al confine con il lago. La casa, che risale alla fine dell’800, ha però qualche cosa di sinistro ed è il cane ad accorgersene per primo, così diffidente a mettervi zampa all’interno. Dopo la misteriosa morte proprio dell’animale, dentro l’abitazione cominciano ad accadere strani eventi: rumori sinistri che suggeriscono inquietanti presenze e Carolyn che ogni mattina si sveglia con un nuovo livido sul corpo. A questo punto, la donna decide si rivolgersi ai coniugi Warren, investigatori del paranormale di fama mondiale, che tengono un corso all’università locale. Le basterà mettere piede nell’abitazione dei Perron che Lorraine Warren è già in grado di individuare un’entità maligna che sembra essersi attaccata pericolosamente a Carolyn e ne minaccia l’intera famiglia.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La notte del giudizio, la recensione

2022. Da alcuni anni l’America è diventato uno dei luoghi più sicuri del mondo e tutto questo grazie all’iniziativa intrapresa da i Nuovi Padri Fondatori d’America, un organismo governativo che ha sancito ed imposto la ratifica del 28° emendamento per codificare il diritto di ogni cittadino americano alla libertà di commettere qualsiasi tipo di crimine, compreso l’omicidio, per una sola notte all’anno, senza subire conseguenze penali, precisamente la notte tra il 21 e il 22 marzo, tra le 7 della sera e le 7 del mattino. Lo chiamano lo “Sfogo annuale” e James Sandin, che di mestiere vende allarmi e sistemi di sicurezza, ha fondato la propria fortuna proprio sulla necessità delle persone di proteggersi quella notte all’anno dalla violenza che scoppia tra le strade.

A poche ore dallo Sfogo annuale, James, sua moglie e i suoi due figli si chiudono in casa aspettando che faccia mattina, ma un uomo di colore comincia a chiedere insistentemente aiuto in strada. Il figlio minore dei Sandin decide di far entrare l’uomo in casa, ma un gruppo di teppisti mascherati e armati fino ai denti assedia la casa dei Sandin intenzionati a farsi consegnare la loro preda.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Black Christmas, la recensione

Un gruppo di adolescenti baldanzosi e dal bel aspetto riuniti all’interno di un luogo chiuso o ben delimitato, un killer mascherato spietato, armato di coltello, e un copione già scritto… ossia tanti omicidi, sangue e violenza in abbondanza. Un canovaccio ben consolidato, racchiuso all’interno del sottogenere slasher, che nell’immaginario collettivo è legato agli anni Settanta e Ottanta – non a caso due decenni d’oro per l’horror – ed in particolare a capolavori come Halloween e Venerdì 13 i cui villain sono divenuti autentiche icone cinematografiche per generazioni di appassionati del genere grazie al loro aspetto e alle movenze cadenzate, ma inesorabili, che davano il là ad autentiche danze di morte.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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1921 – Il mistero di Rookford, la recensione

1921, Inghilterra. La giornalista investigativa Florence Cathcart si occupa di smascherare montature che riguardano il paranormale e per la sua esperienza sulla materia viene contattata dal direttore del collegio di Rookford, dove gli alunni sono terrorizzati dalla presenza di un fantasma. Florence si reca immediatamente nella magione sperduta nei boschi e comincia a piazzare le sue strumentazioni. Già la prima notte riesce ad intuire chi si nasconde dietro la maschera del presunto fantasma, ma naturalmente la questione non è proprio così semplice da risolvere.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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