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The Deliverance – La redenzione, la recensione dell’horror esorcistico di Lee Daniels
The Deliverance – La redenzione, nuovo horror targato Netflix, è sbarcato sulla piattaforma il 30 agosto finendo in breve tempo al primo posto nella classifica dei film più visti del periodo sulla piattaforma.
Il film, diretto da Lee Daniels (Precious, The Butler – Un Maggiordomo alla Casa Bianca) vede tra i protagonisti la veterana Glenn Close, Andra Day (candidata all’Oscar per il film Gli Stati Uniti contro Billie Holiday, diretto dallo stesso Daniels) e il giovane Caleb McLaughlin (noto per il ruolo di Lucas nella serie Stranger Things).
La pellicola si ispira a una vicenda realmente accaduta alla famiglia di Latoya Ammons nel 2011 a Gary, in Indiana.
Kaos: il crime mitologico che attendevamo dai tempi di American Gods
Nel 2017 il mondo nerd in tutte le sue svariate ramificazioni (cinefili, bibliofili, fumettari) non stava più nella pelle mentre attendeva l’uscita su Prime Video di American Gods, la serie tratta dall’omonimo romanzo dell’autore di culto Neil Gaiman. Questa frenesia era dovuta al fatto che American Gods, come It e Il Trono di Spade, è scritto in maniera così realistica da riuscire ad affascinare anche coloro che non masticano il genere del fantastico, ed è diventato quindi uno di quei testi-guida che possono aprire le porte della speculative fiction ai più insospettabili lettori.
Purtroppo la serie tv, dopo una meravigliosa prima stagione, esagerò con il simbolismo e fu interrotta al ventiseiesimo episodio, lasciando i pochi fans “appesi” quanto il suo protagonista Shadow Moon. Ma evidentemente Charlie Covell, colei che ci ha regalato quel gioiello di umorismo nero di The End of the f***ing World, aveva bene in mente l’opera originaria di Gaiman ed è riuscita a riformularne al meglio i cardini narrativi, regalandoci la prima stagione di Kaos, uscita su Netflix questo 29 agosto.
One Piece: il live action che ci crede tantissimo
Ricchezza, fama, potere: c’è stato un tempo un uomo che ha conquistato tutto questo, Eiichiro Oda, il re degli shonen manga; la gloria della sua opera ha spinto molte case di produzione a chiedere i diritti d’autore, quindi è iniziata la grande epoca dei “cine-manga” fatti bene.
Sebbene in Giappone gli adattamenti live action di manga di tutti i tipi siano ordinari quasi quanto gli adattamenti anime, il resto del mondo ha sempre potuto usufruire solo di pochi di essi; come per tutto il cinema asiatico, infatti, gli ostacoli principali alla diffusione consistono nella differenza nello stile di recitazione e anche nella scrittura dei personaggi, che spesso risultano troppo seriosi e complessi. Le pregevoli eccezioni spesso consistono in film action o thriller (I sette samurai, Dalla Cina con furore, La tigre e il dragone) in cui la suspence riesce a colmare la distanza tra la sensibilità orientale e quella occidentale; per il resto Hollywood si è sempre basata sui remake (The Ring, The Grudge) per “aiutare” gli autori nipponici a far conoscere al mondo la propria opera.
Venezia80. The Killer, la recensione del thriller di David Fincher
Un killer freddo e spietato aspetta il suo bersaglio, appostato da giorni a una finestra parigina. L’omicidio su commissione è pianificato nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso dal mercenario: eppure, qualcosa andrà storto, costringendolo ad affrontare una fuga rocambolesca e a infrangere una dopo l’altra tutte le sue regole.
Il nuovo thriller di David Fincher, presentato in concorso all’80ª Mostra del Cinema di Venezia, è tratto dall’omonima graphic novel The Killer. Uscirà su Netflix il 10 novembre e a ottobre arriverà anche in sala, in una rete di cinema selezionati.
Venezia80. El Conde, la recensione
Pinochet è un vampiro fascista immortale nell’ultimo film di Pablo Larrain!
Dopo le biografie di Jacqueline Kennedy in Jackie e Diana Spencer in Spencer, Pablo Larraín torna in Cile (come già in Neruda e No, che tratta proprio dell’opposizione a Pinochet durante il voto nel plebiscito del 1988) raccontando una storia horror grottesca e sarcastica. Se il regista cileno ci ha infatti abituato ai suoi racconti biografici onirici e sognanti che mescolano realtà storica, incubi e leggende, ne El Conde l’operazione arriva alle sue estreme conseguenze raccontando una vera e propria biografia immaginata, una vita falsa, brutalmente ironica e sanguinosa, che nasce da una storia vera, in un bianco e nero sgranato che ricorda un horror anni ’30 di Tod Browning.
Rebel Moon di Zack Snyder: Netflix diffonde il teaser trailer e le date d’uscita dei due film
Uno dei registi più amati e allo stesso tempo odiati del panorama cinematografico contemporaneo, Zack Snyder, sta per tornare con un fanta-action diviso in due parti, Rebel Moon, e conferma il suo sodalizio con Netflix, piattaforma streaming per la quale ha già realizzato nel 2021 l’ottimo action-horror Army of the Dead.
Hanno clonato Tyrone: ovvero Asimov nell’8 Mile
Il 21 luglio Netflix ha pubblicato il sorprendente Hanno clonato Tyrone, scritto e diretto dal regista e sceneggiatore Juel Taylor (Twenties, Creed 2, Space Jam 2); la pellicola ha subito sbancato su Rotten Tomatoes e pare destinata a diventare uno dei futuri capisaldi di quel nuovo e spumeggiante sottogenere che è la “fantascienza afro”.
In principio fu Jordan Peele e la sua pionieristica trilogia (Scappa – Get Out, Noi, Nope) a strappare i personaggi afrodiscendenti dai ruoli marginali di aiutanti e vittime sacrificali mettendoli al centro di thriller/horror di spessore, ma infine fu il Black Panther del 2018 a far entrare di prepotenza nella cultura cinefila protagonisti non caucasici.
Rogue, la recensione del croc-movie di Greg McLean
Il giornalista Pete McKell si trova in Australia per un reportage che deve realizzare per il giornale di turismo per il quale lavora. Pete si avventura sull’imbarcazione di Kate Ryan per una crociera fluviale insieme a un gruppo di turisti e nel momento del rientro al molo, il gruppetto nota un razzo di segnalazione all’orizzonte. Kate è in dovere di andare a controllare se c’è bisogno di soccorso e giunti sul luogo dell’SOS si rendono conto che c’è solo un’imbarcazione danneggiata che sta affondando ma nessuna traccia umana. La barca di Kate viene colpita da qualche cosa e incomincia a imbarcare acqua, così i passeggeri sono costretti a dirigersi in fretta verso un piccolo appezzamento di terreno circondato dall’acqua. A colpire la barca è stato un gigantesco coccodrillo che infesta la zona e che ora si sente minacciato dalla presenza degli umani ed è dunque deciso ad eliminarli. Come se non bastasse, l’isolotto su cui i turisti si sono rifugiati sarà completamente sommerso dall’acqua entro la notte.
Nimona: l’anti-eroina che spacca
Questo 30 giugno Netflix ha finalmente rilasciato sulla piattaforma l’attesissimo film d’animazione Nimona, liberamente ispirato alla graphic novel di Nate Diana Stevenson e genialmente adattato da Robert L.Baird, Llyod Taylor e Pamela Ribon, con la regia di Nick Bruno e Troy Quane; alla pellicola hanno contribuito con la loro voce anche star come Chloë Grace Moretz e il candidato all’oscar Riz Ahmed.
L’immediato consenso riscontrato dal pubblico e dalla critica fa sperare che questa opera, che grida “Oscar” da tutti i pixel, possa rinfrescare l’animazione per ragazzi grazie alla sua ottica inclusiva e soprattutto ironica; il merito della direzione artistica è stato infatti quello di riutilizzare e soprattutto riaggiornare alcuni topoi narrativi al fine di trasformare in attuale ciò che da tempo risultava obsoleto.










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