Archivio tag: miriam leone

Corro da te e Lasciarsi un giorno a Roma: arriva in DVD la nuova commedia romantica italiana

Per CG Entertainment e Vision Distribution queste torride settimane estive sono state all’insegna della commedia all’italiana di declinazione romantica. Rilasciati ad inizio anno, infatti, arrivano adesso sul mercato home video – in contemporanea – sia Corro da te che Lasciarsi un giorno a Roma. Due commedie brillanti, entrambe arricchite con elementi agrodolci, pronte a riflettere su fasi particolari ma opposte di una relazione sentimentale: da una parte si narra l’inizio di un amore, dall’altra l’amaro declino. Pierfrancesco Favino, Miriam Leone ed Edoardo Leo sono i protagonisti di queste due nuove commedia romantiche italiane che ci ricordano, tra ironia e malinconia, quanto può essere magico innamorarsi ma anche quanto può rivelarsi triste e doloroso, a volte, affrontare l’inevitabile fine di quell’amore creduto speciale ma invece normale.

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Diabolik, in blu-ray il film dei Manetti Bros.

Con quasi 3 milioni di euro incassati, Diabolik è stato il film italiano trionfatore al box office del periodo natalizio 2021/2022, un periodo sicuramente poco gentile con il mondo del cinema (Spider-Man: No Way Home a parte), minato dalla quarta ondata della pandemia e da una serie di restrizioni che hanno colpito duramente le sale cinematografiche. Ciò nonostante, i fan del “Re del terrore” non si sono lasciati intimorire correndo a guardare il film che per la seconda volta ha portato al cinema la creatura delle sorelle Giussani, già inquadrata dall’attento occhio autoriale di Mario Bava nell’indimenticabile opera pop del 1968 e ora adattata con estrema fedeltà al fumetto dai Manetti Bros.

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Corro da te, la recensione

Gianni è un importante uomo d’affari, dirigente di una grande azienda che produce scarpe sportive. Ma Gianni, uomo di mezz’età attraente e carismatico, è anche un seduttore seriale che si diverte a seminare conquiste con il solo scopo di appagare il proprio ego. Un giorno, a seguito di una serie di bizzarre circostanze, Gianni viene preso per paraplegico da Alessia, giovane e bella vicina di casa. Per l’uomo si affaccia all’orizzonte una nuova conquista e così, senza farsi troppi problemi, decide di stare al gioco e fingersi costretto sulla sedia a rotelle. Ma Alessia, convinta davvero della disabilità dell’uomo, pensa bene di presentare Gianni a sua sorella Chiara, una bellissima donna realmente paraplegica. Quello che per Gianni era iniziato come un gioco si trasforma presto in una sfida sempre più difficile da portare avanti: quando si innamora davvero di Chiara e delle sue fantastiche doti artistiche e sportive, tutto diventa estremamente complicato. Come può, adesso, dichiarare i suoi veri sentimenti e rivelare la menzogna che si nasconde dietro la sua disabilità?

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Diabolik, quel Re del Terrore che non spaventa nessuno. Recensione/approfondimento del film dei Manetti Bros.

Clerville, fine anni ’60. La città è piegata dalle malefatte di un pericoloso criminale, ladro per alcuni e assassino per altri. Qualcuno lo chiama Il Re del Terrore ma la stampa – così come l’opinione pubblica – l’ha ribattezzato Diabolik. Una tuta nera aderente che gli permette di sgusciare nell’ombra senza essere visto, sguardo glaciale e pugnale affilato sempre a portata di mano: Diabolik è un criminale senza precedenti che tutti temono e tutti conoscono. A dargli la caccia ormai da anni c’è l’ispettore Ginko, pronto a tutto pur di mettergli le manette e scoprire la sua vera identità. Quando a Clerville fa il suo arrivo la ricca ereditiera Lady Eva Kant, che con sé ha un diamante rosa dal valore inestimabile, l’ispettore Ginko non ha dubbi sul fatto che Diabolik possa agire da un momento all’altro. E questo, infatti, è ciò che accade. Rubando l’identità al cameriere personale di Lady Kant, Diabolik riesce ad intrufolarsi nella camera d’albergo della ricca ereditiera cadendo però vittima dell’incredibile fascino della donna. Ginko riesce finalmente a mettergli le manette e portarlo a processo. Adesso per Diabolik – che nel frattempo si è scoperto essere l’enigmatico Walter Dorian – è giunta l’ora di mettere in atto il suo colpo più difficile: fuggire prima d’essere consegnato alla ghigliottina e, possibilmente, farlo grazie all’aiuto di Lady Eva Kant.

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Diabolik: incontro con il cast e la troupe

Il 16 dicembre uscirà, in più di 500 sale, Diabolik, l’attesissimo film firmato Manetti Bros. È dal 1968, con il film cult di Mario Bava, che Diabolik non appare sul grande schermo, quindi è più che comprensibile la spasmodica attesa dei fan!

Lunedì 13 dicembre, all’interno del cinema The Space Moderno di Piazza della Repubblica a Roma, abbiamo assistito alla proiezione stampa e poi alla conferenza, dove erano presenti i registi, Marco e Antonio Manetti, gli interpreti Luca Marinelli, Miriam Leone, Valerio Mastandrea, Claudia Gerini, Serena Rossi e Alessandro Roja. Ha partecipato anche Mario Gomboli, direttore di Astorina, casa editrice di Diabolik; infine, accanto al cast erano presenti anche i produttori per Rai Cinema Carlo Macchitella e Paolo del Brocco.

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Marilyn ha gli occhi neri, la recensione

Diego è un cuoco rinomato di mezza età, un vero perfezionista nel suo lavoro ma affetto da una sconfinata serie di disturbi comportamentali: ossessivo compulsivo, balbuziente cronico e soprattutto incapace di contenere le sue frequenti frustrazioni e scatti d’ira. Tutte queste imperfezioni caratteriali lo hanno condotto a perdere prima la famiglia e poi il lavoro. Ora Diego frequenta un centro di riabilitazione forzata ed è seguito da uno psichiatra che ha come obiettivo quello di placare le sue nevrosi e indirizzarlo verso il controllo dei suoi disturbi. Una delle attività del centro riabilitativo è quella di tenere impegnati i pazienti con servizi socialmente utili e così Diego, insieme ai suoi “compagni di riabilitazione”, si trova presto a dover gestire una piccola mensa che offre occasionalmente cibo agli anziani del quartiere. All’interno della brigata di cucina c’è anche Clara, mitomane e bugiarda cronica, pericolosamente instabile nelle relazioni interpersonali e convintissima di assomigliare a Marilyn Monroe. Tra Diego e Clara scatta subito una bizzarra sintonia e in breve tempo i due si convincono che possono trasformare la mensa sociale in un clandestino ristorante gourmet completamente gestito da personale affetto da disturbi psichiatrici.

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Il testimone invisibile e Amici come prima disponibili in DVD

Le recenti uscite home video di Warner Bros Entertainment sono all’insegna del cinema italiano. Un’offerta particolarmente interessante se pensiamo che, proprio con i due titoli offerti, Warner ci sintetizza in un solo colpo quella che è l’attuale situazione del panorama cinematografico italiano: da una parte il tradizionale cinema tricolore che privilegia la risata, dall’altra un cinema più maturo e di genere desideroso di dimostrare che anche in fatto suspense il nostro cinema non è secondo a nessuno. Arrivano in home video, purtroppo solamente su supporto DVD, l’ottimo thriller con Riccardo Scamarcio e Miriamo Leone, Il testimone invisibile, ma anche la divertente commedia che ha riunito sul grande schermo Christian De Sica e Massimo Boldi, Amici come prima.

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Il testimone invisibile, la recensione

Il percorso artistico che in questi ultimi tempi sta compiendo il cinema italiano è il chiaro sinonimo della proverbiale boccata d’ossigeno che da troppi anni mancava sui nostri schermi. Il loop creativo imbrigliato nella dicotomia commedia popolare / dramma dei sentimenti si è sbloccato e il mercato ha finalmente aperto ai generi e a quel cinema facilmente vendibile anche all’estero. Non è un caso se alcuni dei film (ma anche i prodotti televisivi) oggi più conosciuti oltre i confini nazionali appartengono al filone criminale e al thriller. Oggi possiamo tornare a parlare in questi termini perché arriva nei cinema, distribuito da Warner Bros., Il testimone invisibile, quarto film di fiction per il cinema del toscano Stefano Mordini.

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Metti la nonna in freezer, la recensione

In più occasioni, sulle nostre pagine, abbiamo sottolineato quanto il panorama cinematografico italiano sia in fermento, voglioso di esprimere una freschezza spesso data da giovani e telentuosi autori pronti a svecchiare uno stantio panorama di nomi e cognomi che da troppo tempo fanno cinema senza aver più tanto da dire. Una novità che riguarda soprattutto lo stile e in parte il linguaggio, visto che il sistema produttivo italiano va comunque a rimarcare generi e filoni su cui il nostro cinema è immobile ormai da quasi settant’anni.

Solo negli ultimi mesi abbiamo avuto i casi eclatanti della trilogia Smetto quando voglio di Sydney Sibilia e Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, esempi di cinema carico di idee, ritmo e verve, capaci di ancorarsi alla tradizione tutta italiana pur riempiendola di personalità. Oggi aggiungiamo un titolo a questo percorso che sta portando a un “nuovo cinema italiano”, Metti la nonna in freezer, una commedia nerissima diretta dal duo Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi.

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In guerra per amore, la recensione

Quando Nel 2013 uscì nei cinema La mafia uccide solo d’estate nessuno avrebbe mai scommesso sul successo che quel piccolo film stava per riscuotere, sia di pubblico che di critica. Si trattava dell’esordio (davanti e dietro la macchina da presa) di Pif, nome d’arte per Pierfrancesco Diliberto, noto in tv per il programma di MTV Il Testimone e come inviato de Le Iene. Una commedia dai risvolti romantici che aveva come obiettivo primario essere anche un film di denuncia sulla mafia e di come sia strettamente connessa alla classe politica. Ma, di base, era appunto una commedia e di tale genere ne adottava il linguaggio e le tempistiche.

Per il secondo film di Pif, In guerra per amore, possiamo dire che c’erano grandi aspettative, a monte soprattutto di un impegno produttivo decisamente più “importante”. Aspettative pienamente ripagate, perché questa seconda opera non solo conferma il talento del regista – che qui migliora anche come attore – ma riesce anche a superare il già buonissimo esordio.

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