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The Prodigy – Il figlio del Male, la recensione

Miles Blume è un bambino prodigio. Lo è sempre stato. Ha iniziato a parlare quando era ancora in fasce e da quel momento ha dimostrato, anno dopo anno, di avere sempre una marcia in più rispetto ai suoi coetanei. Quando Miles compie otto anni, tuttavia, quelle doti particolari che sono state sempre oggetto di vanto per i genitori si trasformano in atteggiamenti sinistri e fortemente ambigui. Sarah Blume, la madre del bambino, inizia a pensare che qualcosa di soprannaturale stia crescendo all’interno di suo figlio. Quando entra in contatto con il dottor Jacobson ed apprende inquietanti teorie pronte a contemplare l’esistenza della reincarnazione, la donna inizia a covare raccapriccianti sospetti sulla vera identità del piccolo Miles

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Fuga da New York e Dune: i primi cult per la collana “Il Collezionista” di Eagle Pictures

Il mese di gennaio ha visto esordire in casa Eagle Pictures una nuova collana home video di film proposti in combo pack Blu-ray+DVD denominata “Il Collezionista”. La mission della collana è portare a nuova vita alcuni grandi cult della storia del cinema in una versione economica e allo stesso tempo di lusso, proponendo all’acquirente la doppia soluzione DVD e alta definizione. Per l’esordio, Eagle Pictures ha pensato a quattro titoli che hanno contraddistinto il cinema di genere degli anni ’80, ovvero i due capolavori di John Carpenter Fog e 1997: Fuga da New York, il film “maledetto” di David Lynch Dune e il mitico Highlander – L’ultimo immortale. Noi abbiamo avuto modo di testare 1997: Fuga da New York e Dune.

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RomaFF12. Detroit, la recensione

Che Kathryn Bigelow fosse una regista “con le palle” lo sapevamo ormai da tempo. Un’artista che ci ha regalato negli anni alcuni film magnifici, prima (e ad oggi unica) regista ad aver vinto un premio Oscar, precisamente per The Hurt Locker, nel 2010. Dopo il bellissimo Zero Dark Thirty, la Bigelow torna a raccontare una storia vera, a metà tra la denuncia sociale e la ricostruzione storica per forza di cose imprecisa e con Detroit si sofferma sulla rivolta che nel 1967 infiammò per quattro giorni le strade della città del Michigan.

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Paddington 2, la recensione

Nel 1958, Michael Bond crea Paddington, l’orsetto più amato dai bambini britannici! Nel 2014, il regista Paul King lo fa rivivere con enorme successo sul grande schermo, per la gioia di grandi e piccini. Successo che è destinato a ripetersi con Paddington 2, nei nostri cinema a partire dal 9 novembre, distribuito da Eagle Pictures e dedicato alla memoria dello scrittore padre dell’orsetto, scomparso a giugno di quest’anno.

In questo secondo capitolo vediamo il simpatico Paddington, ormai pienamente accettato dalla famiglia Brown e dalla comunità in cui vivono, che riesce a regalare sorrisi e aiutare, nel suo piccolo, ogni suo amico e conoscente grazie alla gentilezza di cui è naturalmente dotato.

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40 sono i nuovi 20, la recensione

Il giorno del quarantesimo compleanno della bella Alice (Reese Whiterspoon) non potrebbe arrivare in un momento più inadatto: sta affrontando la separazione da Austen (Michael Sheen) e il trasferimento – con le due figlie piccole – nella casa di Los Angeles del defunto padre, sofisticato cineasta di successo.
La bionda e confusa fanciulla, senza entusiasmo, accetta di festeggiare l’ingresso negli ‘anta’ con le amiche, in un locale dove l’aitante Harry (Pico Alexander), aspirante regista ventottenne, non può fare a meno di notarla e corteggiarla.
Chi si aspetterebbe, però, che l’avventura di una notte si trasformasse in un’improbabile convivenza non solo con Harry, ma anche coi suoi squattrinati migliori amici e compagni d’arte Teddy (Nat Wolff) e George (Jon Rudnitsky)? E se a sparigliare le carte si aggiungesse anche il ritorno di un ex marito con la coda tra le gambe?

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Prima di domani, la recensione

Samantha Kingston è una liceale di belle speranze che nella vita ha tutto quello che un’adolescente può desiderare: il ragazzo più ambito della scuola, tre amiche del cuore con le quali condividere tutto e tanta popolarità. È il giorno di San Valentino e per Samantha sta iniziando un’altra giornata che si preannuncia perfetta. Ma non sarà così perché quella sera Samantha è destinata a morire, coinvolta in un drammatico incidente d’auto insieme alle sue tre amiche. Ma la morte è solo l’inizio. L’indomani dell’incidente la ragazza si risveglia nel suo letto e subito si accorge che è ancora il 12 febbraio. Samantha si trova intrappolata in un loop temporale che la condurrà a rivivere all’infinito la stessa giornata. L’unico modo per uscirne è capire quale evento modificare e a chi dover concedere il giusto tempo.

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Biografilm 2017: Civiltà perduta, la recensione

Percy Fawcett è un maggiore dell’esercito britannico che nei primi anni del ‘900 scruta con una punta di invidia le medaglie appuntate sul petto dei colleghi di pari grado, in attesa della giusta occasione per dare finalmente una svolta alla sua carriera e riscattare la reputazione e il buon nome della sua famiglia. L’opportunità arriva sotto forma di un’inaspettata spedizione sul confine tra Bolivia e Brasile con lo scopo di mappare una parte sconosciuta della foresta amazzonica. Dopo alcune titubanze, Percy (interpretato da Charlie Hunnam) si butta nella prima di diverse spedizioni dove incapperà in prove concrete di un’antica civiltà in una terra che fino a quel momento si pensava fosse completamente inesplorata. La scoperta gli procura derisione da parte della Royal Geographical Society e una personale ossessione verso quella ipotetica città perduta a cui dà il nome di “Z”.

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Quando un padre, la recensione

Dane Jensen (interpretato da Gerard Butler) è il classico padre di famiglia che si fa in quattro per donare ai propri familiari uno stile di vita al di sopra dell’agiatezza. La sua giornata tipo, quindi, si svolge quasi totalmente sul posto di lavoro, a discapito delle ore che potrebbe dedicare a moglie e figli. La malattia improvvisa che mette a rischio la vita di uno dei suoi figli, lo obbligherà a rivedere le proprie priorità.

Questo è il plot, non proprio originale, di Quando un padre, film diretto dall’esordiente Mark Williams.

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Whitney, la recensione

Dalla prospettiva di un osservatore esterno, i pensieri intorno alla morte prematura di un grande artista si caricano molto spesso di un ulteriore motivo di rammarico che si aggiunge alle ovvie considerazioni dolorose legate al fatto in sé stesso. Intendo, nello specifico, quel puzzo ammuffito di cliché che pare impregnare la camera mortuaria, come se la vita in questione avesse perso nello slancio qualsiasi parvenza di originalità e nei suoi picchi e nelle sue cadute rovinose seguisse apaticamente le indicazioni del solito vecchio stantio copione.

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John Wick: Capitolo 2, la recensione

Due anni fa il cinema action si è arricchito di un film e un protagonista che sono riusciti a ritagliarsi un posticino d’onore nel genere. Parliamo di John Wick, titolo del film e nome del protagonista interpretato da un Keanu Reeves in grandissima forma. Il successo – anche un po’ inaspettato – di quel film a budget medio/basso che portava la firma degli stunt-men Chad Stahelski e David Leitch ha creato un nuovo franchise, che oggi fa il bis con un frenetico John Wick: Capitolo 2.

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