Archivio tag: lucky red

Ride, il biker-action made in Italy, in Limited Edition blu-ray

Con Ride il duo Fabio Resinaro e Fabio Guaglione, entrambi registi del fortunato Mine e qui coinvolti in qualità di autori e promotori del progetto, portano in Italia in cinema 2.0. In un panorama cinematografico votato alla frammentazione dell’informazione e dell’immagine, in cui il cinema si diverte a cercare un dialogo con la video-arte, Ride affonda le proprie radici mostrando un uso intelligente e moderno delle nuove strumentazioni di ripresa (le GoPro e le varie action-cam molto utilizzate per i video sportivi) in unione a quella mentalità informatica secondo la quale “se non ti connetti non esisti”. Il film – o meglio ancora l’esperimento – diretto da Jacopo Rondinelli, che qui esordisce nel lungometraggio dopo una corposa formazione in spot e videoclip, arriva in home video con Koch Media e Lucky Red in una bellissima Limited Edition blu-ray ricca di contenuti extra.

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Un’avventura, la recensione

Il musical è il genere cinematografico più difficile, sia da realizzare che da guardare.

Visto con sospetto da molti spettatori per la scarsa possibilità di immedesimazione, quindi non sempre vendibile con facilità, il musical è anche oggetto di tanti, troppi passi falsi da parte di grandi e medie produzioni che spesso e volentieri sacrificano il “concept” a dei cast all stars che diventano il vero criterio con cui vendere il film. E sono rari gli esempi qualitativamente vincenti come, negli ultimi anni, lo sono stati Across the Universe, Rock of Ages e La La Land, esempi a cui guarda giustamente Un’avventura, il film di Marco Danieli distribuito il giorno di San Valentino da Lucky Red.

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Hereditary – Le radici del Male: la rivelazione horror dell’anno in Blu-ray con Midnight Factory

Quella che ci stiamo per lasciare alle spalle è stata un’annata indubbiamente ricca ed interessante per il genere horror, non c’è che dire. Se non altro, banalmente parlando, è stato un anno che ha visto il ritorno sul grande schermo di due icone “leggendarie” per ciò che riguarda questo genere: il Predator, sanguinario cacciatore spaziale, e Michael Myers, noto serial-killer di baby-sitter creato da John Carpenter e Debra Hill. Molto deludente il primo e decisamente entusiasmante il secondo eppure, il 2018, è giusto che venga ricordato per un altro “piccolo” film dell’orrore, Hereditary – Le radici del Male, un’opera magistrale così carica d’inquietudine ed angoscia da riuscire ad adempiere alla funzione primaria del genere – spaventare – senza dover ricorrere a quei facili trucchetti (i vari jumpscare, per intenderci) di cui Hollywood sembra non riuscire più fare a meno. La folgorante opera prima di Ari Aster è disponibile da qualche settimana in home video sotto il duplice marchio Midnight Factory e Lucky Red.

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Disponibili in blu-ray: Tito e gli alieni e The brits are coming – La truffa e’ servita.

Arriviamo a parlare delle più recenti uscite home video di Koch Media con un certo sorriso sulle labbra dal momento che  ottobre  è stato il mese in cui è finalmente “sbarcato” in alta definizione Blu-ray disc il sorprendente Tito e gli alieni, piccolo esempio di cinema fantascientifico italiano capace di coniugare a perfezione contenuti e qualità. A fargli compagnia troviamo anche The Brits are Coming – La truffa è servita, commediuola sulle truffe organizzate arrivata sul nostro mercato direttamente per il circuito direct-to-video.

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Venezia 75. Sulla mia pelle

La 75esima Mostra di Arte Cinematografica di Venezia inaugura la sezione Orizzonti con Sulla mia pelle, un film originale Netflix.

Sarà possibile visionarlo a partire dal 12 settembre sulla stessa piattaforma on demand e nelle sale cinematografiche, dove sarà distribuito da Lucky Red.

Il lungometraggio ripercorre gli ultimi sette giorni di Stefano Cucchi, qui interpretato da un magistrale Alessandro Borghi, e ciò che è stato di lui e dei suoi familiari sino al passaggio della sua salma per la camera mortuaria.

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Hereditary – Le radici del Male, la recensione

Quello che sta accadendo al cinema horror ha dell’interessante. Parallelamente alle produzioni mainstream per il pubblico da multisala, solitamente rappresentate dai film della Blumhouse o quelli del Conjuring-verse della Warner Bros, viaggia uno sparuto gruppo di opere destinate a un pubblico più “selezionato”, amanti di quell’horror d’autore che va oltre la sola esperienza di visione in sala. Si tratta di prodotti selezionati in festival non essenzialmente di settore (come Sundance, Cannes, Venezia), spesso di autori esordienti o anche di affermati artisti. Oggi questo sempre più folto numero di film, dei quali fanno parte opere come Babadook, It Follows, The VVitch, Il sacrificio del cervo sacro, si arricchisce di Hereditary – Le radici del male, acclamato esordio alla regia di Ari Aster.  

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Una donna fantastica e L’insulto: il cinema dell’intolleranza in Blu-ray

Sono giornate difficili per l’Italia, nel bel mezzo del ciclone che sta travolgendo l’Unione Europea  – e non solo – a causa della questione immigrati. C’è chi sostiene che vadano “rispediti” a casa costi quel che costi, anche con il rischio di inasprire i rapporti diplomatici con altre nazioni e chi, al contrario, combatte fino all’ultimo per offrire sussidi e aiuti. Chi ha torto e chi ha ragione? Impossibile stabilirlo senza essere tacciati di razzismo o perbenismo, la realtà è che, stringi e stringi, è sempre una questione di “punti di vista”. Che sia contro una razza, un credo religioso o una tendenza sessuale, fatto sta che l’intolleranza è un sentimento caratterizzante della razza umana e senza il quale, l’uomo, proprio non può vivere.

A proposito di intolleranza, nelle scorse settimane CG Entertainment e Lucky Red hanno portato in home video due piccoli gioielli capaci di affrontare l’argomento in modo innovativo e intelligente. Due film che si sono contesi agli Oscar 2018 il riconoscimento per il miglior film straniero (e uno dei due ha trionfato sull’altro) dopo aver fatto incetta di premi nei più prestigiosi festival internazionali. Sono arrivati in Blu-ray disc il cileno Una donna fantastica e il franco-libanese L’insulto.

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Mary e il fiore della strega, la recensione

Lo Studio Ghibli non potrà mai chiudere davvero i battenti. Nonostante il viale del tramonto intrapreso inevitabilmente dal maestro Hayao Miyazaki e la recente scomparsa di Isao Takahata, lo spirito che lo ha contraddistinto nella sua luminosa storia pervade in qualche modo tutti coloro che hanno avuto la fortuna e l’onore di farne parte. È il caso specifico di Hiromasa Yonebayashi che, terminata la sua collaborazione con lo studio cinematografico dopo aver firmato la regia di due applauditi cortometraggi d’animazione (Arrietty del 2010 e Quando c’era Marnie del 2014), ne ha aperto uno in proprio, lo Studio Ponoc, per continuare la strada dell’animazione con uno sguardo nuovo. Il primo risultato post-Ghibli è Mary e il fiore della strega, banco di prova importante per trovare analogie e differenze con la tradizione.

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Tito e gli alieni, la recensione

Nel deserto del Nevada, proprio accanto all’Area 51, vive il Professore. Un uomo schivo e solitario, ormai rassegnato nei confronti della vita, che passa le intere giornate disteso sul divano ad ascoltare il suono dello Spazio profondo. Vittima di una depressione che cresce giorno dopo giorno, il Professore sta continuando – svogliatamente – a lavorare su un progetto segreto, iniziato molti anni prima insieme alla moglie prematuramente scomparsa e finanziato direttamente dal governo degli Stati Uniti d’America. Alla base di questo progetto top-secret c’è la scoperta di un metodo rivoluzionario che consentirebbe l’invio di segnali sonori nell’iper-spazio volti alla ricerca di nuove forme di vita oltre quelle terrestri. Quando tutto sembra essere in procinto del fallimento e il governo è intenzionato a tagliare i fondi per la ricerca, il Professore riceve la visita dei due nipotini Anita e Tito, rispettivamente di 16 e 7 anni. I due bambini, orfani di entrambi i genitori e ancora incapaci di elaborare il recente lutto del padre, vengono affidati alle cure del Professore. L’uomo, che inizialmente non ha i mezzi e la volontà di prendersi cura dei minori, finisce presto per trovare in Tito un valido aiutante e la volontà del piccolo, di rimettersi in contatto un’ultima volta con il genitore appena deceduto, sarà determinante per lo sviluppo della ricerca stellare iniziata dal Professore tanti anni prima.

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Nella tana dei lupi, la recensione

“Lo strano caso di Gerard Butler”, con questa frase, parafrasata dal titolo del famoso film con Brad Pitt, si potrebbe sintetizzare il fortunato e singolare percorso artistico di un attore apprezzato in tante commedie sentimentali o film drammatici, ma che viene ricordato soprattutto per la parte di Leonida in 300 o l’eroica guardia del corpo presidenziale dei due Attacco al potere. L’attore scozzese, quindi, negli anni si è imposto come una delle icone del cinema action contemporaneo e tale titolo viene confermato da Nella tana dei lupi, opera prima di Christian Gudegast. Il regista statunitense, che vanta una discreta esperienza come sceneggiatore di pellicole d’azione e che ha già collaborato con Gerard Butler in Attacco al potere 2, firma un thriller poliziesco di stampo classico, vibrante, adrenalinico ed efficace nel mischiare spettacolari scene d’azione, inseguimenti e sparatorie con una storia ben congegnata e coinvolgente.

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