Archivio tag: lucky red

Una donna fantastica e L’insulto: il cinema dell’intolleranza in Blu-ray

Sono giornate difficili per l’Italia, nel bel mezzo del ciclone che sta travolgendo l’Unione Europea  – e non solo – a causa della questione immigrati. C’è chi sostiene che vadano “rispediti” a casa costi quel che costi, anche con il rischio di inasprire i rapporti diplomatici con altre nazioni e chi, al contrario, combatte fino all’ultimo per offrire sussidi e aiuti. Chi ha torto e chi ha ragione? Impossibile stabilirlo senza essere tacciati di razzismo o perbenismo, la realtà è che, stringi e stringi, è sempre una questione di “punti di vista”. Che sia contro una razza, un credo religioso o una tendenza sessuale, fatto sta che l’intolleranza è un sentimento caratterizzante della razza umana e senza il quale, l’uomo, proprio non può vivere.

A proposito di intolleranza, nelle scorse settimane CG Entertainment e Lucky Red hanno portato in home video due piccoli gioielli capaci di affrontare l’argomento in modo innovativo e intelligente. Due film che si sono contesi agli Oscar 2018 il riconoscimento per il miglior film straniero (e uno dei due ha trionfato sull’altro) dopo aver fatto incetta di premi nei più prestigiosi festival internazionali. Sono arrivati in Blu-ray disc il cileno Una donna fantastica e il franco-libanese L’insulto.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Mary e il fiore della strega, la recensione

Lo Studio Ghibli non potrà mai chiudere davvero i battenti. Nonostante il viale del tramonto intrapreso inevitabilmente dal maestro Hayao Miyazaki e la recente scomparsa di Isao Takahata, lo spirito che lo ha contraddistinto nella sua luminosa storia pervade in qualche modo tutti coloro che hanno avuto la fortuna e l’onore di farne parte. È il caso specifico di Hiromasa Yonebayashi che, terminata la sua collaborazione con lo studio cinematografico dopo aver firmato la regia di due applauditi cortometraggi d’animazione (Arrietty del 2010 e Quando c’era Marnie del 2014), ne ha aperto uno in proprio, lo Studio Ponoc, per continuare la strada dell’animazione con uno sguardo nuovo. Il primo risultato post-Ghibli è Mary e il fiore della strega, banco di prova importante per trovare analogie e differenze con la tradizione.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +1 (da 1 voto)

Tito e gli alieni, la recensione

Nel deserto del Nevada, proprio accanto all’Area 51, vive il Professore. Un uomo schivo e solitario, ormai rassegnato nei confronti della vita, che passa le intere giornate disteso sul divano ad ascoltare il suono dello Spazio profondo. Vittima di una depressione che cresce giorno dopo giorno, il Professore sta continuando – svogliatamente – a lavorare su un progetto segreto, iniziato molti anni prima insieme alla moglie prematuramente scomparsa e finanziato direttamente dal governo degli Stati Uniti d’America. Alla base di questo progetto top-secret c’è la scoperta di un metodo rivoluzionario che consentirebbe l’invio di segnali sonori nell’iper-spazio volti alla ricerca di nuove forme di vita oltre quelle terrestri. Quando tutto sembra essere in procinto del fallimento e il governo è intenzionato a tagliare i fondi per la ricerca, il Professore riceve la visita dei due nipotini Anita e Tito, rispettivamente di 16 e 7 anni. I due bambini, orfani di entrambi i genitori e ancora incapaci di elaborare il recente lutto del padre, vengono affidati alle cure del Professore. L’uomo, che inizialmente non ha i mezzi e la volontà di prendersi cura dei minori, finisce presto per trovare in Tito un valido aiutante e la volontà del piccolo, di rimettersi in contatto un’ultima volta con il genitore appena deceduto, sarà determinante per lo sviluppo della ricerca stellare iniziata dal Professore tanti anni prima.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Nella tana dei lupi, la recensione

“Lo strano caso di Gerard Butler”, con questa frase, parafrasata dal titolo del famoso film con Brad Pitt, si potrebbe sintetizzare il fortunato e singolare percorso artistico di un attore apprezzato in tante commedie sentimentali o film drammatici, ma che viene ricordato soprattutto per la parte di Leonida in 300 o l’eroica guardia del corpo presidenziale dei due Attacco al potere. L’attore scozzese, quindi, negli anni si è imposto come una delle icone del cinema action contemporaneo e tale titolo viene confermato da Nella tana dei lupi, opera prima di Christian Gudegast. Il regista statunitense, che vanta una discreta esperienza come sceneggiatore di pellicole d’azione e che ha già collaborato con Gerard Butler in Attacco al potere 2, firma un thriller poliziesco di stampo classico, vibrante, adrenalinico ed efficace nel mischiare spettacolari scene d’azione, inseguimenti e sparatorie con una storia ben congegnata e coinvolgente.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +1 (da 1 voto)

Arriva in Blu-ray Love Bite – Amore all’ultimo morso, comedy-horror con lupi mannari!

L’accoppiata horror & comedy, benché molto fruttuosa, raramente riesce a sfornare prodotti di vera qualità. Ci sono riusciti dei fuori classe come Sam Raimi, Peter Jackson e John Landis, più di recente ce l’ha fatta Edgar Wright, ma pochi altri possono vantare successi nel riuscire a calibrare a dovere la comicità con lo spavento. Nel mare magnum delle commedie “spaventose” se ne aggiunge adesso una nuova, Love Bite – Amore all’ultimo morso, che in realtà è “nuova” solo per il nostro Paese dal momento che arriva in Italia con circa sei anni di ritardo. Il film approda direttamente sul mercato dell’home video sotto il duplice marchio Koch Media e Lucky Red.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

I Primitivi, la recensione

Il glorioso studio britannico Aardman Animations torna a colpire e lo fa in grande stile sfoderando la sua arma più efficace, Nick Park, vincitore di quattro premi Oscar e creatore di Wallace e Gromit nonché regista de I Primitivi, nuovo film d’animazione in stop motion che arriva nei cinema l’8 febbraio grazie a Lucky Red.

Ambientato a cavallo tra l’Età della Pietra e l’Età del Bronzo, I Primitivi ci racconta la storia di Dug e la sua tribù di cavernicoli, dediti alla caccia al coniglio nella radura in cui sono nati e cresciuti. Finché un giorno gli odiosi uomini di Lord Nooth li scacciano dalla radura e li segregano nelle Badlands: l’unico modo che Dug ha per riprendersi la sua terra dagli invasori è sfidarli a una partita di calcio, sport molto popolare nell’età del bronzo e, a quanto pare, inventato proprio dagli antenati di Dug e della sua tribù. L’unico problema è che i primitivi non hanno la più pallida idea di come si giochi a calcio!

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

La ruota delle meraviglie, la recensione

Le vite di un corpulento ubriacone (Jim Belushi), di un’ex attrice frustrata (Kate Winslet) e di una giovane donna ‘segnata’ (Juno Temple) subiranno tragici stravolgimenti nel giro di un’estate, sullo sfondo di un paradiso artificiale in declino quale la Coney Island degli anni Cinquanta. Inconsapevole burattinaio e appassionato narratore delle loro disavventure è Mickey: un romantico bagnino nonché aspirante scrittore, che ha il volto sornione e il fisico scolpito di Justin Timberlake.
Humpty e Ginni condividono un passato doloroso e un matrimonio infelice. Si barcamenano alla meno peggio lavorando al luna park e vivendo in una dimora fatiscente col problematico figlio di lei.
L’improvviso ritorno della bella Carolina (Juno Temple), figlia di Humpty in fuga dal marito gangster, che minaccia di ucciderla, metterà definitivamente in crisi gli equilibri familiari.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 2 voti)

Gli sdraiati, la recensione

Michele Serra scrive una lettera a un figlio che non riceve risposta, la chiama Gli Sdraiati e ottiene un grande successo. È il turno di Claudio Bisio prendere ispirazione dal testo di Serra, portare in scena uno spettacolo teatrale intitolato Father And Son e ottenere un altro grande successo.

Francesca Archibugi e Francesco Piccolo rubano (un bel furto!) il titolo a Serra, strappano Bisio ai palcoscenici e scrivono un soggetto che diventa il nuovo film della regista romana a due anni da Il nome del figlio. Va detto che Gli Sdraiati film, un adattamento molto libero del testo originale, allarga lo sguardo e gioca di prospettiva. E diventa la storia di un incontro che è anche un po’ uno scontro e possibilmente un confronto fra un padre e un figlio. E bisogna aggiungere, che se Gli Sdraiati film funziona, lo fa principalmente sul versante paterno.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Borg McEnroe, la recensione

Ogni partita di tennis è una vita in miniatura”, recita la didascalia che apre Borg McEnroe, il film che racconta la rivalità tra due dei più grandi tennisti degli anni ‘70/’80 all’alba della finale di Wimbledon del 1980. Quella frase proviene dall’autobiografia di Andre Agassi e racchiude efficacemente il fil rouge che percorre l’opera diretta dal danese Janus Metz.

Borg McEnroe, infatti, racconta non solo il match che ha fatto la storia del tennis, ma anche le vite dei due atleti, incastrate a ‘mo di flashback proprio prima e durante l’incontro. Scopriamo così che Bjorn Borg, quattro volte campione, è afflitto da una pressione mediatica e famigliare che ne ha fatto quell’uomo “di ghiaccio” su cui i media speculano. La sua vita è programmata a tavolino, ogni dettaglio deve essere perfetto per costruire di sé un’immagine che ne sollevi la sorte da “eroe”. Un impianto ossimorico costruito anche su una visione cristologica del personaggio (più che della persona), in bilico sulla ringhiera del balcone di un hotel a cinque stelle, pronto a immolarsi per la causa.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Una donna fantastica, la recensione

Qualcosa nell’aria, probabilmente?

 Prodotto di una cinematografia che eufemisticamente potremmo definire in stato di buona salute e appetibile sul piano internazionale, questo vitale cinema cileno che ci regala calibri del tipo di Patricio Guzmàn e Pablo Larrain (che però ora è forse anche un po’ nordamericano statunitense), Una Donna Fantastica segna il ritorno dietro la macchina da presa del quotato Sebastian Lelio. A quattro anni circa dallo sdoganamento internazionale operato da Gloria, acclamato e premiato studio di una femminilità in cerca di definizione, identità e pienezza di vita, attraverso e malgrado il mondo che la circonda.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)