Archivio tag: netflix

#Alive, la recensione

L’adolescente nerd Joon-woo (interpretato da Yoo Ah-in, già apprezzato nel bellissimo Burning) passa le giornate in sessioni di gioco on-line e condivisioni di contenuti sui social network. Improvvisamente, al di fuori del gigantesco condominio dove vive, iniziano ad accumularsi grida e scontri. Accendendo la Tv, il giovane si accorge che è scoppiata un’epidemia che trasforma gli infetti in famelici cannibali assetati di sangue. Non avendo fatto la spesa per pigrizia, come riuscirà a sopravvivere con i pochi viveri che ha prima che giungano i soccorsi?

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Peaky Blinders: il crime pop-chiccoso della BBC

Era il 2014 quando la BBC presentò Peaky Blinders, la miniserie da sei episodi di un’ora ciascuno scritta da Steven Knight (Taboo, Allied: Un’ombra nascosta) e diretta dal fior fiore dei registi inglesi dell’ultima generazione  (Colm McCarthy, Tim Mielantis, David Caffrey, Anthony Byrne, Otto Bathurst, Tom Harper); probabilmente nessuno si sarebbe aspettato che questo show, partito come prodotto televisivo abbastanza targettizzato, dal taglio “serioso” e la durata inferiore a una qualsiasi trilogia cinematografica, avrebbe ottenuto un consenso di pubblico così vasto da far acquisire i diritti delle successive stagioni a Netflix.

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Resident Evil diventa una serie da 8 episodi per Netflix

Dopo la notizia di un probabile reboot cinematografico, Resident Evil si manifesterà sotto forma di serie tv per il colosso dello streaming Netflix, sul quale, tempo fa, giravano voci come ideale candidato per ospitare il rilancio di uno dei più noti franchise survival horror per console.

Scritta dal produttore esecutivo e co-showrunner di Supernatural Andrew Dabb e prodotta da Constantin Film, che si è occupata dei film di Resident Evil con Milla Jovovich, la serie si articolerà nella sua prima stagione in otto episodi e presenterà una storia mai raccontata prima che si svilupperà su due linee temporali.

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Project Power, la recensione

2000: X-Men. Bryan Singer porta sul grande schermo i mutanti della Marvel inaugurando il cinecomic del nuovo millennio.

2002: Spider-Man. Sam Raimi dirige il primo grande successo internazionale post-2000 tratto da un fumetto popolare.

2005: Batman Begins. Christopher Nolan rilancia il Cavaliere Oscuro ridefinendo il concetto di cinecomic d’autore.

2008: Iron-Man. Ha inizio ufficialmente il Marvel Cinematic Universe, un’impresa cinematografica che non ha precedenti.

2013: L’uomo d’acciaio. Zack Snyder rilancia Superman e dà il via al diretto concorrente dell’MCU: il DC Extended Universe, anche se la fortuna sarà altalenante.

2019: Avengers: Endgame. Possiamo considerarla la fine della saga dei Vendicatori dell’MCU, durata 11 anni e capace di cambiare per sempre la concezione del supereroe al cinema, sia narrativamente che produttivamente parlando.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Chi ha ucciso Sister Cathy? The Keepers di Ryan White

Alle volte capita che l’amato/odiato Netflix metta nella sua libreria delle chicche seriali veramente estreme ed inquietanti. È il caso di The Keepers, una docu-serie true-crime che affronta gli orrori perpetrati ed in parte ancora senza colpevoli accaduti nell’infame Archbishop Kenough High School di Baltimora.

Ciò che fece scoperchiare lo spaventoso vaso di Pandora fu il rapimento e successivo omicidio di suor Catherine Cesnik, la quale avrebbe raccolto testimonianze terrificanti dalle sue alunne: padre Joseph Maskell, il cappellano della scuola, avrebbe più volte abusato o fatto abusare da terzi molte giovani studentesse dell’istituto.

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CURSED: la serie dark fantasy “sorellina” di The Witcher

È ormai appurato che dopo il successo planetario de Il trono di spade il genere fantasy, in qualsiasi sua forma (libri, romanzi, fumetti, anime etc..), sia letteralmente passato al lato oscuro e che qualsiasi prodotto con questa etichetta deve avere protagonisti dannati e sfumature gritty “d’ordinanza”.

Un titolo come Cursed (traduzione di “maledetto”) non poteva non andare a nozze con questo “andazzo”: dal romanzo omonimo scritto da Tom Wheeler (Empire, Il Gatto con gli stivali, Lego Ninjago: Il film) e illustrato dal fumettista Frank Miller (300- L’alba di un impero, The Spirit) è stata tratta la serie tv Netflix rilasciata questo 17 luglio che rielabora la quasi millenaria “materia di Bretagna”  concentrandosi sulla figura di quella che diventerà la misteriosa Dama del Lago – a cui appartiene la famosa “manina” che in molti film/cartoni esce dalle acque per dare Excalibur a Merlino/Re Artù.  

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The Old Guard, la recensione

Dalla miniserie a fumetti di Greg Rucka e Landro Fernandez, The Old Guard, Skydance Media e Netflix traggono un omonimo film che ha tanto il sapore del primo capitolo di una probabile saga, una origin story che mostra però il fiato molto corto e non invoglia a immergersi a lungo termine in quella che dovrebbe essere la risposta Netflix ai blockbuster fumettistici Marvel e DC.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Il principio del Rancore. Ju-On: Origins

Il 3 Luglio è sbancata su Netflix Ju-On: Origins di Sho Miyake, miniserie di appena sei episodi che cerca di rilanciare sul “versante giapponese” la mitologia di una saga horror ormai ventennale. Dopo la disastrosa nuova versione americana di qualche mese fa (The Grudge di Nicholas Pesce), sembrava che ormai la linfa vitale e mortifera dello spettro rancoroso Kayako fosse inevitabilmente esaurita.

Eppure, lo spirito creato da Takashi Shimizu non si arrende, e sembra che la sua maledizione non solo colpisca i personaggi dei vari film della saga ma anche gli spettatori cinematografici, costretti ciclicamente ad avere a che fare con questo rancore che non conosce fine.

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365 giorni, la recensione

La creepypasta al momento più famosa nel Deep Web parla di un film polacco, intitolato 365 giorni, che è stato pubblicato da Netflix il 15 giugno 2020: per ogni minuto di visione della pellicola, tratta dal romanzo omonimo della scrittrice Blanka Lipinska, una femminista in qualsiasi parte del mondo muore, come se fosse finita nel Death Note del peggior maschio-bianco-etero-cinsgender-patriarcale sulla faccia della Terra.

In un’altra versione della storia invece a morire sono quelli che considerano il cinema un’arte, perché quelli che lo considerano un’Industria, invece, osannano la pellicola come feticcio del Dio del Marketing e si sorprendono che il sottotitolo non sia Per la serata perfetta di Netflix and Chill.

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Valutazione: 3.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Da 5 Bloods – Come fratelli, la recensione

È sbarcato su Netflix lo scorso 12 Giugno il nuovo e attesissimo film di Spike Lee, Da 5 Bloods – Come fratelli e, dopo il meritato Oscar vinto con Blackkklansman, il regista afroamericano dimostra di essere in ottima forma.

Come la precedente opera, Lee dimostra di essere in grado di creare opere politicamente ed eticamente impegnate pur mantenendo un registro di genere e da satira, senza che il messaggio antirazzista venga meno. Anzi, uno dei difetti più marcati del suo cinema è proprio l’esagerato didascalismo con cui mette in scena l’ideologia politica che vuole abbracciare.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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