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Chi morde…si rivede! Dracula targato BBC/Netflix

Per parlare di questa nuova versione dell’immortale romanzo gotico di Bram Stoker, bisogna un attimo tornare a parlare di Sherlock, e ne capirete presto il motivo. I due creatori e sceneggiatori Mark Gatiss e Steven Moffat hanno, di fatto, utilizzato lo stesso marchingegno narrativo alla base della serie sul celebre investigatore e hanno dato vita ad una nuova trasposizione che solo per metà riprende il noto romanzo poc’anzi citato. Dracula è un miniserie horror a tutti gli effetti, con tanto di creature mostruose, cadaveri e truculenti particolari che fanno dell’artigianato il loro punto di forza. Niente computer grafica o quasi, ed è inevitabile che questa scelta di messa in scena faccia tornare alla mente i gloriosi cicli vampireschi della Hammer, con tanto di omaggi nella costruzione delle inquadrature.

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Chiamatemi Anna: tra logorrea e Sindrome di Pollyanna

Sebbene in patria o in gran parte dei paesi anglofoni il romanzo Anna di Tetti Verdi dell’autrice canadese Lucy Maud Montgomery sia un pilastro della letteratura per l’infanzia che ha ispirato innumerevoli film per la televisione, la sua fama internazionale è probabilmente dovuta al famigerato anime giapponese del 1979 prodotto dalla Nippon Animation, a cui dobbiamo la trasposizione di altri classici per l’infanzia come Pollyanna, Marco – Dagli Appennini alle Ande, Flo la piccola Robinson, Cuore e Sui monti con Annette.

La serie Netflix Chiamatemi Anna (in inglese Anne with an “E”) la cui prima stagione fu mandata in onda nel 2017 e di cui questo 3 gennaio 2020 è uscita la terza e (forse) ultima, nasce da una co-produzione col canale canadese CBC Television e l’adattamento di Moira Walley- Beckett (Breaking Bad, Pan Am).

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The Witcher: l’Hercules imbruttito

Il 20 dicembre 2019 Netflix ha distribuito sulla sua piattaforma l’attesissima serie dark/fantasy The Witcher, co-produzione americana e polacca ideata da Lauren Schmidt Hissrich (The Umberella Accademy, The Defenders, Daredevil) e diretta dall’attore e regista Mike Ostrowski (Breaking Bad, Glow, Le regole del delitto perfetto) che porta sul piccolo schermo le avventure dello “strigo” Gerald di Rivia, inventato dalla penna dello scrittore Andrzej Sapkowski.

Dato che la saga di Gerald di Rivia è stata conosciuta in tutto il mondo grazie all’adattamento videoludico, questa prima stagione, formata da otto episodi da un’ora, non poteva essere da meno per quanto riguarda l’attenzione alla grafica e ai dettagli tecnici.

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Wounds, la recensione

Tra tutti i generi cinematografici l’horror è da sempre tra quelli più attenti a raccontare la realtà che lo circonda, seppur con il suo linguaggio e i suoi stilemi ancorati al cinema di “genere”. Una tendenza che non poteva non spingere tanti registi ad effettuare una critica feroce e aspra nei confronti delle nuove tecnologie e le influenze che queste hanno avuto sulle persone e la società tutta. Da Videodrome di Cronenberg fino a Pulse e Cell, passando per i recenti Friend Request e Unfriendend, sono infatti una miriade i titoli, chiaramente di qualità molto diversa fra loro, che hanno toccato questa tematica in periodi storici diversi e sulla scorta delle tecnologie del periodo di riferimento.

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6 Underground, la recensione

Fingersi morti così da essere liberi e poter cercare di salvare il mondo uccidendo i cattivi. Sembra la trama di un videogioco anni Ottanta, di quei picchiaduro a scorrimento che tanto andavo di moda in quella decade, ma il plot del nuovo disaster-action movie di Michael Bay è tutto qui. Ryan Reynolds è un multimiliardario che recluta nuovi agenti per missioni ad alto rischio, che hanno lo scopo di eliminare dalla faccia della terra dittatori, terroristi, assassini e gangster che hanno reso il mondo quello che è.

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Atlantique, la recensione

Una delle opere prime più interessanti dell’anno arriva finalmente su Netflix. Si tratta di Atlantique, titolo insignito del Grand Prix Spéciale della Giuria a Cannes e che segna l’esordio alla regia di Mati Diop, attrice francese di origine senegalese e già autrice di alcuni cortometraggi.

Il film è un’estensione del quasi omonimo Atlantiques, un documentario di 16 minuti girato dalla regista nel lontano 2009. L’argomento di fatto è lo stesso: la traversata dell’Atlantico compiuta da alcuni giovani senegalesi. Nel lungometraggio premiato a Cannes questo però non viene mai mostrato né costituisce realmente il fulcro della narrazione, ma piuttosto lo sfondo. La sua presenza è quasi fantasmatica, messa in bocca ad un gruppo di personaggi dall’esistenza spettrale. Questo perché, da un certo punto in poi, la sceneggiatura intreccia il racconto di formazione di una giovane donna, Ada, con una micro-vicenda dai risvolti quasi fantastici. Tuttavia, in entrambi casi la drammaturgia sembra essere un elemento ben presente.

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Living with Yourself: quando il nostro Io ha bisogno di un upgrade!

Living with Yourself è la nuova serie originale Netflix che ha come punto di forza una interessante idea di partenza. Infatti la domanda che si pone è: cosa faremmo se dovessimo vivere letteralmente con un’altra versione di noi stessi?

La serie segue le vicende di Miles (Paul Rudd), un uomo sulla cinquantina che sta attraversando la classica crisi di mezz’età. Miles si sente vecchio e fiacco, in ambito sia personale che lavorativo: la routine con la moglie Kate (Aisling Bea, nota comica irlandese) è ormai diventata noiosa e ripetitiva e la sua posizione come pubblicitario non lo stimola più. Un giorno però, dopo una presentazione importante, nota che il suo collega Dan (Desmin Borges), prima un suo sottoposto, ora lo sta superando nella corsa alla promozione. Dan gli confida il suo segreto: una spa particolarmente efficace, che ti fa sentire come rinato.

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The Crown: come impersonare l’Istituzione

Il 17 novembre è uscita su Netflix la terza stagione dell’acclamata serie The Crown.

Iniziata nel 2016, The Crown è un dramma storico avente come protagonista la regina Elisabetta II. La serie prevede un cambio di cast ogni due stagioni, al fine di mantenere una veridicità storica, per rappresentare la crescita e poi l’invecchiamento dei personaggi. Nella prima stagione la regina era interpretata da Claire Foy (ruolo che le ha fatto vincere un Golden Globe e due BAFTA), il principe Philip da Matt Smith (Doctor Who) e la principessa Margaret da Vanessa Kirby.

Nella terza stagione appena uscita Olivia Colman ha indossato le vesti della regina (fresca di Oscar ottenuto come la Regina Anne ne La Favorita), Tobias Menzies (Game of Thrones, Outlander) ha interpretato il principe Philip e la talentuosa Helena Bonham Carter ha impersonato la principessa Margaret.

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Eli, la recensione

Chi ha detto che Netflix è riservato soltanto agli amanti delle serie tv? Il colosso americano dello streaming, infatti, ha negli ultimi tempi allargato i propri orizzonti, inserendo nel proprio catalogo tanti lungometraggi appetibili ad un pubblico più vasto. Il genere che, al pari di quello fantastico, si è più messo in evidenza in tal senso è senza dubbio quello horror grazie a titoli come The Haunting of Hill House, gli spagnoli Veronica e Influenze maligne e altri i cui risultati hanno attirato e in parte soddisfatto gli appassionati del genere e non. A provare a rinsaldare questo sodalizio vincente arriva Eli, il nuovo film di Ciaràn Foy il quale, dopo Citadel e Sinister 2 con cui è diventato famoso al grande pubblico, cerca la definitiva consacrazione con un film del terrore dalla trama accattivante, ambientazioni spaventose e un cast nel quale spiccano due giovanissimi protagonisti come Charlie Sotwell (Capitan Fantastic) e una delle star di Stranger Things  Sadie Sink.

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Giovani, carini e psicopatici: The End of the F***ing World

Nel 2013 Charles Forsman vinse il premio fumettistico Ignatz Award per la sua storia a fumetti The end of the fucking world, a modern ballad of angst and murder il cui sottotitolo, abbastanza “spoileroso”, è stato tagliato nell’adattamento televisivo coprodotto da Netflix e dai canali britannici Channel 4 e All 4 e pubblicato nel mondo il 5 gennaio 2018.

Il 5 novembre 2019 è stata rilasciata la seconda e ultima stagione di questa nerissima commedia adolescenziale, senza dubbio studiata per diventare un vero e proprio cult per cinefili e nerd fumettari.

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